Pomigliano, dal 2021 la produzione del primo ibrido del brand Alfa Romeo

Così Pietro Gorlier, responsabile dell'area Emea di Fca, parlando durante il 40esimo anniversario della produzione della Panda nello stabilimento Giovanbattista Vico

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“Oltre a un modello di grande successo come la Panda, produrrà dalla seconda meta’ del 2021 anche un modello cruciale del Brand Alfa Romeo come il C-SUV, del quale abbiamo avuto l’anticipazione a Ginevra lo scorso anno. Si tratta del primo modello ibrido plug-in di questo marchio che, attraverso il linguaggio Alfa Romeo vuole riscrivere le regole del segmento attualmente in maggiore crescita; grazie all’unicità dello stile italiano e a un impareggiabile piacere di guida”.

Così Pietro Gorlier, responsabile dell’area Emea di Fca, parlando durante il 40esimo anniversario della produzione della Panda nello stabilimento Giovanbattista Vico di Pomigliano d’Arco, in merito alle future produzioni del gruppo nell’impianto campano.
“Complessivamente, tra Panda Hybrid e Alfa Romeo C-SUV, l’investimento per Pomigliano ammonta a oltre un miliardo di euro. E infatti oggi non solo celebriamo l’eccellenza della tecnologia Hybrid di Panda ma anche i primi importanti investimenti che abbiamo fatto e stiamo continuando a fare per il nuovo modello Alfa Romeo”, aggiunge il manager.

Tra gli investimenti già fatti, quello sulla verniciatura, “dove sono stati gia’ installati 20 robot di ultimissima generazione in un reparto che ne conta complessivamente una settantina”. “I nuovi robot permettono di ottenere spessori di vernice omogenei di alta qualità con un utilizzo minimo del materiale. In pratica, c’è un miglioramento della qualità, una riduzione dell’uso di vernice, circa 1,3 chili di prodotto, e un miglior smaltimento di materiale superfluo”, prosegue Gorlier. “Altri interventi molto importanti riguardano la depurazione totale delle sostanze che si liberano durante la verniciatura, oppure il miglioramento delle valvole di areazione all’interno delle camere di scambio termico che permette una riduzione della potenza elettrica (circa 40% in meno del consumo elettrico dell’inceneritore dei fumi)”, conclude.