Pensionati in piazza contro il Governo: «Dateci retta»

Sotto accusa le misure dell'esecutivo ritenute insufficienti, che - accusano le organizzazioni - sottrarranno ai pensionati 3,5 miliardi di euro nei prossimi tre anni

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I pensionati scendono in piazza a Roma e chiedono al governo di essere ascoltati. Al centro delle mobilitazione, promossa con lo slogan “Dateci retta”, le insufficienti misure messe in campo dal governo a sostegno di una platea di oltre 16 milioni di italiani e il nuovo meccanismo di rivalutazione voluto dall’esecutivo, che – accusano le organizzazioni – sottrarrà ai pensionati 3,5 miliardi di euro nei prossimi tre anni.

Siamo qui in questa bellissima piazza in tanti ma se non ci saranno risposte, domani saremo ancora di più. Continueremo a mobilitarci, in tutte le città, nei comuni e nei quartieri. Se sarà necessario chiederemo a Cgil, Cisl e Uil di bloccare il Paese utilizzando quel vecchio arnese del ‘900 che si chiama sciopero generale”, ha detto il segretario generale dello Spi-Cgil, Ivan Pedretti nel suo intervento.

“Dateci retta, cambiate politica perchè così ci portate a sbattere. A questo governo chiediamo dove sia andato a finire il contratto di milioni di pensionati con lo stato. In quel contratto non c’era scritto di tagliare la rivalutazione delle pensioni. Voi quel contratto lo avete stracciato”, ha aggiunto Pedretti. “Non siamo noi gli avari- sha sottolineato- ma siete voi che state dilapidando risorse che non sono vostre, senza nemmeno domandare.

Dello stesso avviso la segretaria della Cisl Anna Maria Furlan: “Spero che dopo tante iniziative emanifestazioni che abbiamo fatto, il governo cambi linea: altrimenti, insieme a Cgil e Uil, valuteremo quali azioni portare avanti”, ha detto.  “Meno chiacchiere e meno annunci, più fatti per tutelare davvero le persone”, ha chiesto la leader Cisl parlando anche della lettera “misteriosa” all’Ue. “La certezza oggi è che il Paese è a crescita zero, il tema vero è come si fa a crescere, con quali gli investimenti” evitando il rischio recessione. Dunque “meno risse e più contenuti: pensino davvero agli italiani e non solo ai loro equilibri interni”.

“È chiaro che se il governo non ci ascolta e va avanti a fare una legge di bilancio che va in un’altra direzione insieme a Cisl e Uil valuteremo tutte le iniziative necessarie senza escludere nulla. Il Governo deve decidere a giugno e non dopo se vuole confronto con le parti sociali e in base a questo valuteremo”, ha detto invece il segretario generale della Cgil Maurizio Landini.

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