Non sale l’età per la pensione di vecchiaia: 67 anni nel 2021-2022

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La speranza di vita non si allunga e così l’età per andare in pensione, di vecchiaia, rimane invariata. Il requisito resta fissato a 67 anni anche nel biennio 2021-2022, come stabilito dal decreto del ministero dell’Economia datato 5 novembre e pubblicato ora in Gazzetta ufficiale. “Dal 1° gennaio 2021 i requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici non sono ulteriormente incrementati”, recita il testo. Secondo i dati forniti dall’Istat, la speranza di vita in Italia corrisponde a 65 anni, con riferimento alla media della popolazione residente. L’aumento previsto per il 2021, basato sulla media degli anni 2017-2018 e il valore registrato nell’anno 2016, è pari a 0,021 decimi di anno. Vale a dire, trasformato in dodicesimi di anno, “una variazione di 0,025 che, a sua volta arrotondato in mesi, corrisponde a 0”. Il riferimento è alla legge del 2010 che stabilisce l’adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita. Essendo gli adeguamenti biennali, il livello fissato resterà tale anche per tutto il 2022. Solo dopo potrà scattare un nuovo limite, basto sul biennio 2019-2020, che in ogni caso non può superare i 3 mesi alla volta (quindi, nel 2023, si potrà salire fino a un massimo a 67 anni e 3 mesi per andare in pensione).Resta invariato anche il requisito della pensione anticipata, fissato a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne (un valore fissato già dalla scorsa manovra), oltre a tre mesi di finestra mobile, fino al 31 dicembre 2026. Inoltre, si ricorda che per la pensione di vecchiaia è necessario che siano stati versati almeno 20 anni di contributi. Ancora per il 2021, a meno di modifiche nelle prossime manovra di bilancio, si potrà usufruire per la pensione anticipata della cosiddetta Quota 100 che richiede almeno 62 anni di età e 38 di contributi.