L’economista vuole eliminare Quota 100: ognuno si paghi il “flessibile”

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Quota 100? “Un inganno perché è stata presentata come un superamento della riforma Fornero, ma non è così”. Adesso serve “un meccanismo che consenta il pensionamento flessibile, ma a costo zero per l`Erario”. È quanto ha spiegato a formiche.net Pietro Ichino, docente di diritto del lavoro all`Università Statale di Milano, uno dei giuslavoristi più ascoltati nel nostro Paese. “Chi vuole andare in pensione prima può farlo – ha spiegato – ma ottenendo una rendita vitalizia calcolata in base alla minore contribuzione versata e al periodo più lungo durante il quale prevedibilmente la rendita verrà percepita”. Per Ichino “la pretesa che a pagare l`anticipazione siano i nostri figli e nipoti – per effetto dell`aumento del debito pubblico – è assolutamente ingiustificabile. Una gravissima ingiustizia intergenerazionale”. Ichino non è convinto neanche delle misure allo studio del Governo, ovvero possibilità di anticipazione della pensione, con penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo. “Ma quella penalizzazione è assolutamente insufficiente – spiega a Formiche.net – Se questa sarà la scelta, vorrà dire che la mia generazione torna a commettere il vecchio grave abuso: andare in pensione prima a spese delle generazioni successive, che in pensione andranno solo dopo i 70 anni, sempreché riescano ad andarci”. Infine attacca la tesi che si creino occasioni di lavoro nuove come conseguenza del pensionamento degli anziani. “È vero solo sul piano micro-economico: un sessantenne va in pensione e l`azienda lo sostituisce con un giovane. Ma sul piano macro le cose vanno molto diversamente: se il pensionamento è a carico dello Stato, esso produce debito e sottrae risorse o agli investimenti pubblici, o alla spesa per servizi, quindi alla creazione di nuove occasioni di lavoro. Lo dimostra il confronto con quello che accade nei Paesi scandinavi”