La Tari continua ad aumentare, i servizi peggiorano: +76% dal 2010

Confcommercio parla di un aumento generalizzato anche per la Tari pro-capite con il valore più elevato nel Lazio (261 euro, +7% sul 2017), e il più basso in Molise (130 euro)

212

La Tari è sempre più sinonimo di salasso e spesso chi paga il conto più salato è quello che in cambio ottiene il servizio peggiore: il caso della Capitale (il Lazio è la Regione con la tassa sui rifiuti più alta; 261 euro pro capite) è eclatante. Secondo uno studio appena pubblicato da Confcommercio la spesa di imprese e cittadini per pagare la Tari è cresciuta senza sosta, quasi raddoppiando (+76%) dal 2010 con i servizi di raccolta che restano però per molti comuni al di sotto della sufficienza.

L’Osservatorio tasse locali di Confcommercio calcola che la Tari vale ormai 9,5 miliardi (nel 2018), in aumento del 2,15% rispetto al 2017 ma del 76% rispetto alla spesa per la tassa sui rifiuti nel 2010 quando era di 5,4 miliardi (+4,1 miliardi). Confcommercio parla di un aumento generalizzato anche per la Tari pro-capite con il valore più elevato nel Lazio (261 euro, +7% sul 2017), e il più basso in Molise (130 euro). «A fronte di costi sempre più alti – scrive l’associazione dei commercianti – calano livello e quantità dei servizi offerti dalle amministrazioni locali: solo 5 Regioni (Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte e Veneto) si collocano sopra il livello di sufficienza». Il Lazio si ferma a una votazione di 3,2. Il Piemonte ha il voto più alto: 7,8. «A quasi tutte le categorie merceologiche – si legge – si continuano ad applicare coefficienti tariffari in crescita».

(ilsole24ore)