La sfida delle imprese: più coesione per export e investimenti

E' quanto emerge dalla fotografia scattata dal rapporto "Coesione è competizione. Nuove geografie della produzione del valore in Italia"

91

Le imprese coesive esportano e investono di più, anche nella transizione ecologica e sono le più preparate quindi ad affrontare i cambiamenti del mondo e del sistema economico che ci ha guidato per decenni, ormai inadeguato a gestire le crisi del XXI secolo. E’ quanto emerge dalla fotografia scattata dal rapporto ‘Coesione è competizione. Nuove geografie della produzione del valore in Italia’, realizzato da Fondazione Symbola, Intesa Sanpaolo e Unioncamere, e presentato nel corso di un evento on-line trasmesso in diretta su ‘ansa.it’.
Le imprese che si muovono sul palcoscenico della coesione esportano di più, il 58% contro il 39%; fanno maggiori investimenti verdi, il 39% contro il 19%; migliorano prodotti e servizi, il 58% contro il 46%; adottano misure legate al Piano di Transizione 4.0 (il 28% contro l’11%); e investono di più in cultura (il 26%). Nella distribuzione geografica, il podio delle imprese coesive è fatto da Lombardia, Veneto, Emilia Romagna. In generale, nel 2020 sono aumentate e incidono per il 37% rispetto al 32% del 2018. Resta “ancora molto da fare ma – secondo il rapporto – coesione vuol dire anche miglioramento del bilanciamento di genere: si sono compiuti passi importanti con un incremento delle donne nei cda delle società quotate passato da 170 nel 2008 (il 5,9%) alle 811 di oggi (il 36,3%); mentre nei collegi sindacali si è passati dal 13,4% del 2012 al 41,6% del 2019, con 475 sindaci donne.

(ansa.it)