La crisi di Governo “attrae” la finanza: l’altra faccia del debito pubblico italiano

Secondo Amundi, l’interesse degli investitori verso le obbligazioni del nostro Paese resta elevato

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La crisi politica italiana è una sfida per i leader dell’Unione Europea, anche perché si sta verificando in uno scenario economico deteriorato per l’Italia e l’Eurozona. Secondo quanto riporta Financial Lounge È ancora presto per prevedere quanto durerà la crisi e quali saranno le sue implicazioni sull’economia: molto dipenderà da quale dei possibili scenari emergerà nelle prossime settimane, spiega una nota di Amundi.

La preparazione e l’approvazione della legge di Bilancio (entro la fine dell’anno) sono priorità fondamentali per il Paese, nonché la necessità di evitare l’aumento dell’Iva. “Queste tappe fondamentali alla fine influenzeranno l’evoluzione della crisi, creando pressione per la sua rapida risoluzione o, almeno, per una soluzione transitoria che salvaguardi le finanze pubbliche italiane”, spiegano gli esperti di Amundi.

Il rischio contagio ad altri Paesi periferici per ora è limitato, sottolinea la nota, “soprattutto grazie al sostegno della Bce”. Il pacchetto di politiche monetarie che l’Eurotower metterà in campo a settembre sarà composto probabilmente da una combinazione di riduzione dei tassi (i professionisti di Amundi prevedono un taglio di 10 punti base), un sistema di remunerazione delle riserve a più livelli (cioè applicazione di tassi differenziati per ammontare sulle riserve), per proteggere il fragile settore bancario europeo, e la riapertura del quantitative easing.

Per quanto riguarda gli asset italiani, “l’apertura della crisi politica e la comparsa del conseguente premio per il rischio è abbastanza evidente”, rimarcano gli esperti di Amundi, secondo cui “dal punto di vista del rendimento corretto per il rischio, i Btp potrebbero andare meglio delle azioni se la crisi politica si aggraverà o si prolungherà fino al 2020”.

Per queste ragioni, nonostante la recente volatilità, i professionisti di Amundi ritengono che la domanda degli investitori rimarrà molto elevata, limitando nel breve termine la pressione al rialzo sui rendimenti obbligazionari.

(affaitaliani.it)