Iva, spunta l’ipotesi del 23% per i soli pagamenti in contanti

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L’Iva al 23% per chi paga in contanti negli alberghi e’ l'”incubo di una notte di fine estate” per Marco Michielli presidente di Federalberghi Veneto. “Leggo con sgomento che sarebbe sul tavolo del Governo l’ipotesi di un aumento selettivo dell’Iva, dal 10% al 23%, per reperire risorse e che il provvedimento riguarderebbe alcuni settori affermati a maggior rischio di evasione – dichiara Michielli – Sembra il parto di un quarto d’ora di follia da archiviare come effetto dell’ultimo solleone estivo, che sta pero’ gettando nel panico tutti gli operatori che rappresento. Nel prosieguo di questa follia si evince che la maggiore Iva graverebbe solo su chi paghera’ in contanti, mentre chi lo fara’ con carta credito riceverebbe un rimborso dell’imposta versata in piu'”. “Mi preme far osservare – conclude Michielli – all’incauto estensore che includere gli alberghi tra le imprese a maggior rischio di evasione indica quantomeno una scarsa conoscenza delle dinamiche burocratiche e di controllo cui sono sottoposte”.