Inps, via all’aumento contributo per i rinnovi dei contratti termine

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Le imprese che rinnovano un contratto a termine dovranno versare all’Inps un contributo addizionale rispetto all’1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali gia’ previsto dalla riforma Fornero del 2012 dello 0,5% per ogni rinnovo del contratto. I versamenti partiranno da settembre con il pagamento degli arretrati dall’entrata in vigore della norma del Decreto dignita’ (14 luglio 2018). Lo precisa una circolare Inps che chiarisce le norme del Decreto dignita’ su questo tema. La nuova disciplina sui rinnovi e le proroghe trova applicazione solo dopo il 31 ottobre 2018 ma “la decorrenza di applicazione dell’incremento del contributo addizionale Naspi nei casi di rinnovo del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato – si legge – rimane fissata al 14 luglio 2018”. Queste disposizioni non si applicano al lavoro domestico ai rapporti di lavoro agricolo e ai rinnovi di contratti a termine istaurati dalle pubbliche amministrazioni. E’ esclusa la maggiorazione anche per i rinnovi di contratti di lavoratori adibiti ad attivita’ di insegnamento e ricerca anche nelle universita’ private e negli enti privati di ricerca. Quindi per ogni contratto rinnovato (e non per le proroghe) e’ previsto un aumento di 0,5 punti percentuali del contributo addizionale dell’1,4%. In pratica con il primo contratto a termine si paghera’ un contributo addizionale dell’1,4%, con il primo rinnovo il contributo salira’ all’1,9%% per poi salire al 2,4% con il secondo rinnovo e al 2,9% con il terzo rinnovo. Si considerano solo i rinnovi intervenuti a partire dal 14 luglio 2018. Il versamento dei contributi per i periodo tra il 14 luglio 2018 e agosto 2019 – precisa l’Inps – andra’ inserito nel flusso di competenza di settembre.