Imu e Iva, gli italiani pagheranno 43 miliardi di tasse entro Natale

268

E’ un ‘regalo’ da 42,9 miliardi di euro quello che il Fisco italiano troverà sotto l’albero di Natale grazie ai contribuenti italiani che in questi giorni sono chiamati a onorare un elevato numero di scadenze fiscali da far tremare i polsi. A fare il calcolo è l’Ufficio studi della CGIA, ricordando come entro lunedì prossimo dal saldo dell’Imu-Tasi il fisco riceverà 9,6 miliardi, dal pagamento delle ritenute Irpef dei lavoratori dipendenti e dei collaboratori altri 13,6 miliardi e dal versamento dell’Iva ben 19,7 miliardi. Un dato complessivo, aggiunge la CGIA, che è comunque sottostimato, in quanto non tiene conto dell’eventuale pagamento dell’ultima rata della Tari che, in molti Comuni, avviene a dicembre. A questo gettito di quasi 43 miliardi vanno poi aggiunti altri 11 miliardi di euro ”prelevati” dalle tredicesime (dal valore lordo globale di circa 44 miliardi) che saranno liquidate in queste settimane. Versamento che, comunque, sarà effettuato dal sostituto di imposta (ovvero il datore di lavoro) per conto dei lavoratori dipendenti e dall’Inps per i pensionati. Il segretario della CGIA, Renato Mason sottolinea come “negli ultimi anni, un carico tributario eccessivo e una platea di servizi erogati dall’Amministrazione pubblica in flessione sia in termini di qualità che di quantità, hanno contribuito sensibilmente alla contrazione della domanda interna e degli investimenti. Alle piccole e piccolissime imprese, l’effetto combinato delle troppe tasse, del calo dei consumi delle famiglie e della contrazione dei prestiti bancari ha procurato squilibri finanziari tali da costringere tantissimi artigiani e piccoli commercianti a chiudere definitivamente l’attività”.

Secondo il segretario della Cgia, Renato Mason, “negli ultimi anni, un carico tributario eccessivo e una platea di servizi erogati dall’Amministrazione pubblica in flessione sia in termini di qualita’ che di quantita’, hanno contribuito sensibilmente alla contrazione della domanda interna e degli investimenti. Alle piccole e piccolissime imprese, l’effetto combinato delle troppe tasse, del calo dei consumi delle famiglie e della contrazione dei prestiti bancari ha procurato squilibri finanziari tali da costringere tantissimi artigiani e piccoli commercianti a chiudere definitivamente l’attivita’”. A queste cifre si aggiunge poi la tassazione delle tredecisime. A fronte di circa 44 miliardi di euro di mensilita’ aggiuntiva che a dicembre saranno erogati a 33,9 milioni di pensionati, operai e impiegati, l’erario ne “prelevera’” 11 attraverso le ritenute Irpef e, alla fine: in tasca ai beneficiari ne rimarranno “solo” 33. A livello territoriale la regione che presenta il piu’ alto numero di percettori della tredicesima mensilita’ e’ la Lombardia: le persone interessate sono 6,1 milioni. Seguono i 3.273.000 residenti nel Lazio e i 2.937.000 domiciliati nel Veneto. Le realta’ geografiche, dove invece il numero dei beneficiari della gratifica natalizia e’ piu’ contenuto sono l’Umbria con 525 mila persone, la Basilicata con 288 mila, il Molise con 162 mila e la Valle d’Aosta con 76 mila. Tredicesime che, come negli anni scorsi, non beneficeranno del cosiddetto ‘bonus Renzi’. “I dipendenti che anche nel 2019 hanno usufruito del bonus – dichiara il ricercatore dell’Ufficio studi. Andrea Vavolo – non potranno disporre di questa agevolazione sulla mensilita’ aggiuntiva; la legge, infatti, non lo prevede. Anzi, non e’ da escludere, come purtroppo e’ gia’ avvenuto negli anni passati, che alcuni dipendenti che hanno percepito lo sconto fiscale siano costretti a restituirlo. Gli 80 euro in piu’ in busta paga spettano per intero a coloro che non superano i 24.600 euro di reddito annuo e in misura minore se lo stesso e’ compreso tra i 24.600 e i 26.600 euro. Pertanto, se nel corso dell’anno sono state superate queste soglie, senza che il datore di lavoro ne abbia tenuto conto, il lavoratore dipendente dovra’ restituire quanto ha percepito indebitamente”.