Il virus cinese abbatte le Borse, Milano perde il 2,31%

Perdite intorno al 2,6% si registrano a Francoforte, Parigi e Londra: i titoli più colpiti sono quelli maggiormente esposti sul mercato cinese

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Giornata di forti cali sulle Borse mondiali a causa della diffusione del corona-virus cinese, di cui si sono registrati casi anche negli Stati Uniti, in Australia e in Francia. L’espansione del contagio ha suscitato crescenti preoccupazioni in merito al contenimento dell’epidemia e al potenziale impatto economico in Cina dove si contano 2.500 contagi e 80 morti. A questo si aggiunge la comunicazione a sorpresa di Donald Trump che ha annunciato l’intenzione di aumentare, a partire dall’8 febbraio, del 25% i dazi sull’acciaio e del 10% quelli sull’alluminio.

Sul fronte dell’acciaio saranno esenti Argentina, Australia, Brasile, Canada, Messico e Corea del Sud, su quello dell’alluminio Argentina, Australia, Canada e Messico.
Tokyo ha perso il 2,03%. E’ l’unico riferimento in Estremo Oriente visto che le Borse cinesi come Shanghai e Hong Kong sono chiuse per la ricorrenza del Capodanno. Perdite intorno al 2,6% si registrano a Francoforte, Parigi e Londra. In particolare i titoli più colpiti sono quelli maggiormente esposti sul mercato cinese a cominciare per esempio dall’industria del lusso.

Milano chiude a -2,31% nonostante la schiarita sul fronte della politica dopo il voto di domenica che e’ stato letto come un segnale di forza per il governo. La mancata vittoria di Salvini, infatti, rappresenta una polizza sulla vita del governo e soprattutto della legislatura. L’insuccesso dei grillini, infatti allontana l’ipotesi delle urne.
In apertura lo spread era calato di circa venti punti fermandosi a 140 punti. Poi nel corso della giornata e’ risalito verso quota 145 punti per chiudere infine verso 142 punti. Il rendimento del Btp e’ tornato nell’area dell’1%. L’esito del voto alle elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria, dal punto di vista dei mercati finanziari, e’ stato “giudicato favorevolmente dagli investitori”, fanno osservare a Piazza Affari.
“Ci sono buone possibilita’” che questo giudizio “continui”, confermando “una consistente riduzione dello spread e dei rendimenti sui nostri titoli di Stato”.
A rovinare la festa, pero’ hanno provveduto le notizie negative legate alla diffusione della malattia. L’impatto a breve termine dell’epidemia sull’economia cinese “sara’ probabilmente considerevole”, dato che “e’ ora molto piu’ grande e interconnessa con il contesto globale rispetto a quanto non fosse durante l’epidemia di Saes nel 2003”, affermano gli analisti.

Tuttavia, “per quanto riguarda la crescita globale, il rischio del contagio non sembra abbastanza grande modificare lo scenario di base”, affermano i gestori aggiungendo che l’impatto delle epidemie sanitarie globali in passato e’ stato “generalmente di breve durata”.
I funzionari del ministero della Salute cinese hanno invitato la popolazione a mantenere la calma, dopo aver avvertito che il nuovo virus, in rapida espansione nel Paese, sta diventando sempre piu’ contagioso.
“Siamo ora in una fase critica di prevenzione e controllo”, ha dichiarato il capo della Commissione nazionale per la Salute, Ma Xiaowei, ieri durante una conferenza stampa a Pechino “Non e’ chiaro fino a che punto potrebbe essersi diffuso il virus”, ha affermato Georgina Taylor, gestore di fondi di Invesco. “La possibilita’ che si trasformi in un problema di salute globale, e’ la prossima eventualita’ che ci preoccuperebbe seriamente”, aggiunge l’esperta.

“Come accaduto con la Sars, l’epidemia di coronavirus potrebbe provocare uno shock significativo, anche se transitorio, per l’economia cinese, con i trasporti, il turismo e le vendite al dettaglio tra i settori piu’ colpiti”, affermano gli analisti di Barclays. Il numero di persone infette in Cina e’ aumentato drasticamente nell’ultima settimana, con il virus che si e’ diffuso da Wuhan a quasi tutte le province, osservano gli analisti di Barclays, sottolineando che il contagio rischia di diffondersi ulteriormente a causa della stagione dei viaggi del Capodanno lunare. “Supponendo che l’epidemia di corona-virus dura quanto quella di Sars, la crescita del Pil cinese potrebbe essere penalizzata di 0,1 – 0,2 punti percentuali nel primo trimestre o nel secondo trimestre, a seconda del ritmo dell’epidemia”, stimano da Barclays.