I costruttori chiedono di rilanciare l’edilizia sociale

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Rivedere le politiche urbanistiche delle grandi citta’ italiane tenendo conto dell’edilizia popolare, ma anche di quella sociale. E’ quanto emerso nel corso del dibattito dal titolo “Un nuovo modo di abitare. La Citta’, le Associazioni e il Social Housing. Esperienze alla prova” al Meeting di Rimini. A sostenere la necessita’ della programmazione e’ Gabriele Buia, presidente dell’Ance: “senza politiche lungimiranti – spiega – si cerca di sopperire con interventi a spot”. I numeri italiani parlano di un 80% di italiani proprietari di abitazioni e il restante 20% in affitto di cui un 4-5% in edilizia popolare e sociale. “Numeri – rimarca Buia – tra i piu’ bassi d’Europa”. Eppure oggi la pianificazione non e’ piu’ rimandabile in quanto “la societa’ sta cambiando in modo epocale, con importanti flussi migratori e su questo dobbiamo riflettere”. A imporre modifiche e’ anche la crisi ormai decennale del settore immobiliare, ma anche i cambiamenti del mondo del lavoro. “Inoltre – afferma il presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili – la scieta’ invecchia e sta invecchiando e questo sta succedendo in tutta Europa”.