Huawei scommette sul 5G: In Italia 12 milioni di utenti entro il 2023

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Huawei scommette sull’Italia. E presentando a Milano un accordo con l’ospedale San Raffaele il Ceo di Huawei Italia Thomas Miao conferma gli impegni della sua compagnia. “Qualunque scenario si apra l’impegno di Huawei in Italia verrà confermato”, ha spiegato rispondendo in una conferenza stampa a una domanda sull’esercizio della golden power sul 5G allo studio del governo. “Il piano di sviluppo di Huawei si basa sul 5G e se questo piano verrà compromesso avrà un impatto su tutto il sistema e non solo sulla nostra compagnia. Confidiamo quindi su una giusta decisione”. “Siamo in Italia da 15 anni e contiamo di rimanere almeno per altri 15”, ha assicurato Miao.Miao confida infatti che sul 5G “il governo italiano sia ragionevole e possa applicare le normative in modo equo e trasparente: non ci aspettiamo nessuna discriminazione nei nostri confronti”, anche perché ha osservato”il 5G potrà generare fino a 80 miliardi. E chi riuscirà a sviluppare questa tecnologia potrà avere una posizione dominante nello scenario internazionale”. E da una ricerca curata da Ey, e presentata nel corso dell’ accordo che rappresenta anche l’avvio dello Smart city tour di Huawei, emerge che se non vi saranno rallentamenti, entro il 2020 le reti 5G avranno complessivamente coperto il 30% circa della popolazione, per passare a oltre l’85% entro il 2023, anno nel quale sono attesi almeno 12 milioni di utenti 5G. Già entro il 2019 (considerando i piani annunciati da TIM e Vodafone) i servizi 5G saranno attivati in 9 grandi città, 28 comuni dell’area metropolitana milanese, 30 destinazioni turistiche, ma anche in 50 distretti industriali. Gli operatori dovranno dedicare al 5G entro il 2025 risorse per circa 25 miliardi. Ma la disponibilità di reti e servizi 5G può portare a ricadute positive sul nostro sistema Paese pari a circa lo 0,3% del PIL all’anno in media per 15 anni a partire dal 2020. Ciò significa un impatto positivo tra 5 e 6 miliardi all’anno per un totale di circa 80 mld di incremento del PIL nell’arco dei 15 anni considerati. Questo scenario va però letto alla luce dei possibili effetti della restrizione ad alcuni fornitori di tecnologie 5G non appartenenti all’UE, a seguito delle valutazioni associate all’utilizzo del Golden Power fa notare la ricerca. Si stima che la restrizione potrebbe generare almeno 12-18 mesi di ritardo nello sviluppo delle reti 5G in Italia e un extra-costo per gli operatori di circa 4-5 miliardi.