Germania, spettro recessione: produzione crollata a giugno

La maggioranza delle aziende tedesche prevede per fine anno i peggiori risultati dal 2012 ad oggi

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L’economia tedesca tossisce e l’Europa intera trema e teme (a ragione) un contagio. Nel mese di giugno la produzione manifatturiera nei settori industriali, in quello dell’edilizia e in quello energetico ha subito una contrazione dell’1,5% rispetto al mese precedente e di ben il 5,2 rispetto allo stesso mese del 2018. Il dato, reso noto ieri dall’ufficio statistico Destatis, è di gran lunga peggiore rispetto alle attese degli analisti che avevano previsto un calo più contenuto attorno allo 0,5%. La principale economia europea subisce dunque una battuta d’arresto che rischia a questo punto di trascinare il Paese in una recessione tecnica.

«Una diminuzione del prodotto interno lordo nel secondo trimestre di quest’anno è praticamente inevitabile», sostiene il capo economista della VP Bank, Thomas Gitzel. Dello stesso avviso è anche il ricercatore della DekaBank, Andreas Scheuerle. «Misurata all’interno del secondo trimestre, la produzione industriale in Germania è calata dell’1,8%, cosa che avrà conseguenze dirette sull’andamento del Pil. Anche per il terzo trimestre i segnali non sono incoraggianti e se dovessimo registrare una seconda contrazione del prodotto interno lordo consecutiva ci troveremo di fatto in una recessione tecnica».

Nel primo trimestre il Pil era ancora aumentato dello 0,4%, mentre nelle previsioni ufficiali del governo per l’intero anno viene ancora prevista una crescita complessiva dello 0,5%. Un ottimismo non condiviso però dagli esperti e che non trova finora conferma anche nei principali indici economici. In quello stilato dal prestigioso istituto Ifo di Monaco di Baviera attorno alla produzione industriale, la maggioranza delle aziende tedesche prevede i peggiori risultati dal 2012 ad oggi. Nel mese di giugno sono calati anche la domanda interna e il numero dei posti vacanti.

(lastampa.it)