Ex Ilva, il piano di salvataggio del Governo

Produzione da 8 milioni di tonnellate l'anno, cassa integrazione solo transitoria, investimenti ambientali e presenza diretta dello Stato negli stabilimenti

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Produzione non inferiore a 8 milioni di tonnellate all’anno; utilizzo anche di forni elettrici con pre ridotto; accelerazione degli investimenti e opere ambientali; tutela occupazionale; presenza diretta dello Stato nello stabilimento con le forme che sta studiando il Mef ma anche cassa integrazione nella transizione tra produzione con solo altoforni e produzione con forni elettrici e altoforni. Sono questi per il governo i punti “imprescindibili” del piano messo a punto per portare avanti la trattativa con ArcelorMittal secondo quanto riportano i sindacati. Per il governo infatti la produzione annua dagli stabilimenti ex Ilva non potrà scendere al di sotto degli 8 milioni di tonnellate mentre dovranno accelerare le opere ambientali tutelando l’occupazione. E una cassa integrazione, non quella da 3500 lavoratori indicata da A.Mittal giudicata dal governo al contrario “incomprensibile”, sarà prevista per la sola fase di transizione da una produzione con soli altiforni ad una che prevederà anche l’impiego di altiforni elettrici. L’aumento della produzione a 6 a 8 milioni di tonnellate infatti, dice il piano del governo, “riporterà la piena occupazione”.

(adnkronos.com)