De Benedetti vuole ricomprarsi Repubblica, offerta per il 29,9% di Gedi

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Carlo de Benedetti torna in campo per riprendersi Repubblica, ceduta ai figli una decina di anni fa. L’imprenditore 84enne ha annunciato oggi di aver presentato venerdì 11 ottobre alla Cir un’offerta di acquisto in contanti del 29,9% delle azioni della controllata Gedi (Gruppo Espresso) al prezzo di chiusura di Borsa giovedì scorso, e cioè euro 0,25 ad azione. Senza quindi alcun premio sulla quotazioni di mercato o per il controllo.

«Questa mia iniziativa è volta a rilanciare il Gruppo al quale sono stato associato per lunga parte della mia vita e che ho presieduto per dieci anni, promuovendone le straordinarie potenzialità», ha scritto De Benedetti nella lettera che accompagna l’offerta. «E’ chiaro che conoscendo bene il settore, mi sono note le prospettive difficili, ma credo che con passione, impegno, consenso e competenza, il Gruppo possa avere un futuro coerente con la sua grande storia».

Nella lettera contenenete l’offerta, firmata da Luigi Nani, presidente del consiglio di amministrazione di Romed, società controllataal 99% da De Benedetti, si legge che «l’esatto quantitativo» di azioni da rilevare «dovrà essere determinato tenendo conto delle azioni costituenti il capitale sociale e di quelle che eventualmente lo costituiranno in funzione di stock option o altre operazioni sulle azioni. La presente Offerta Irrevocabile – prosegue la lettera . non è condizionata all’espletamento di alcuna due diligence, ferma restando la garanzia sui bilanci e sulle situazioni infrannuali pubblicati. La presenta Offerta Irrevocabile – prosegue la lettera – è subordinata alle seguenti condizioni: – che i componenti il consiglio di amministrazione di Gedi di nomina Cir rassegnino le proprie dimissioni entro due giorni lavorativi dal trasferimento delle azioni oggetto della presente offerta alla nostra società, ad eccezione dell’ing. John Philip Elkann e del dr. Carlo Perrone che potranno mantenere le attuali cariche e gli attuali poteri – e che, per le residue azioni che resteranno di sua proprietà, Cir si impegni a distribuirle ai propri soci (ovvero ai soci della società riveniente dalla fusione Cofide/Cir) entro un anno dal trasferimento delle azioni oggetto della presente offerta alla nostra società. Vi saremo grati – conclude la lettera – se vorrete sottoporre la nostra proposta al vostro prossimo consiglio di amministrazione, rimanendo la presente offerta irrevocabile efficace fino al termine del secondo giorno di Borsa aperta successivo alla data dello stesso».