Covid, la Cgia: “Sostegni del Governo coprono solo il 13% perdite”

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Il supporto economico del Governo, con il decreto Sostegni e il decreto sostegni bis, per una cifra complessiva di 45 miliardi di euro non coprirebbe nemmeno il 13% delle perdite denunciate dalle aziende. Lo rileva la Cgia secondo cui col nuovo decreto Sostegni, in fase di approvazione, il Governo dovrebbe erogare 18 miliardi di contributi a fondo perduto alle aziende e alle partite Iva in difficolta’ economica. Questo importo si aggiungera’ ai 27 mld di sussidi finora dati alle imprese nei 14 mesi di pandemia. A fronte di un crollo del fatturato nel 2020 di 350 mld del nostro sistema economico, con questi 45 mld di indennizzi, verrebbe coperto il 13% circa delle perdite totali. E visto che lo scostamento di bilancio di 40 mld e’ stato votato il 22 aprile, si corre il pericolo che i 18 mld di indennizzi arrivino in ritardo. Si aumenta il debito pubblico per salvare il Paese: se non si salvano le imprese e i posti di lavoro, non si pongono le basi per far ripartire la crescita economica che e’ l’unica possibilita’ per ridurre nei prossimi anni il debito pubblico spaventosamente accumulato con questa crisi. Al netto dei dipendenti del pubblico impiego, le attivita’ con meno di 20 addetti costituiscono il 98% delle imprese in Italia, hanno il 54,6% degli occupati e producono il 37% del valore aggiunto nazionale annuo. Draghi e il ministro Franco hanno promesso che gli aiuti arriveranno almeno fino a dicembre.

La Cgia ritiene che le risorse messe a disposizione delle imprese e delle partite Iva con il decreto Sostegni bis non saranno le ultime perche’ fino ad ora lo stock complessivo degli indennizzi diretti ha consentito di coprire mediamente solo il 13%% delle perdite. E poi perche’ le dichiarazioni di Draghi e di Franco sono state rassicuranti. Per la Cgia ora bisogna azzerare le tasse alle imprese, consentendo alle partite Iva e alle Pmi di risparmiare quest’anno 28 mld. Questo mancato gettito di 28 mld e’ stato stimato ipotizzando di consentire alle attivita’ economiche con un fatturato 2019 al di sotto del milione di euro di non versare per il 2021 Irpef, Ires e Imu sui capannoni. Queste aziende, circa 4,9 mln di unita’ (89 % del totale nazionale), dovrebbero comunque versare le tasse locali, in modo tale da non arrecare problemi di liquidita’ a Comuni e Regioni. Non solo, ma con 28 mld risparmiati metteremo le basi per far ripartire l’economia del Paese.