Coronavirus, lo studio: le imprese perdono 100 miliardi al mese

Le stime sull'impatto della crisi durante il contagio da Covid-19

325

La sospensione dell’attività coinvolge il 48% delle imprese non esportatrici e il 65% di quelle esportatrici. In termini di fatturato, la perdita in un mese di inattività è 100 miliardi, in valore aggiunto di 27 miliardi”. Lo spiega il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, in un’intervista al Mattino di Napoli in cui parla della “grande operazione di analisi a campione della popolazione italiana” che sta per partire, con un fine “chiaro: minimizzare il rischio di aprire e poi dover tornare indietro”.

Al vaglio c’è un test “più ampio e puntuale” rispetto ai diecimila tamponi con campionatura statistica proposti dalla presidente della Società italiana di statistica Monica Pratesi.”L’obiettivo del governo non è conoscere quanti sono davvero i contagiati in Italia, saremmo di fronte a una sorta di curiosità statistica; ma arrivare al dettaglio per professione, o quantomeno per ambito lavorativo, e per territorio della percentuale di contagiati”.

Il punto, spiega Blangiardo, “è avere uno strumento per gestire la ripresa, la riapertura dell’Italia. Quindi, come Istat, faremo un’indagine in squadra con altri per stimare la diffusione del contagio per categorie lavorative, età, genere e territori in modo da individuare le situazioni di rischio più o meno elevato e poi definire gli spazi di libertà”.

In merito all’impatto economico della crisi, “l’insieme dei settori industriali e dei servizi sospesi comprende 2,2 milioni di imprese (quasi una su due), con un’occupazione di 7,4 milioni di addetti (44,3%) di cui 4,9 milioni di dipendenti (il 42,1%),un fatturato di 1.380 miliardi (42,8%), un valore aggiunto di 321 miliardi (41%) e un valore delle esportazioni di 280 miliardi (65,8%)”, dichiara Blangiardo. “In termini di dimensioni aziendali, le imprese che hanno bloccato le attività sono il 48,7% tra le microimprese (quelle con meno di 10 addetti), il 50,4% tra le piccole imprese, il 40,7% tra le medie imprese ed il 34,3% tra le grandi imprese. E questo è solo l’effetto diretto; considerando anche gli effetti indiretti generati dall’impatto negativo che il blocco delle attività dei settori ‘chiusi’ genera sui settori ‘aperti’, l’impatto negativo diventa più ampio. Su questi aspetti – conclude – l’Istat sta lavorando e il 7 aprile presenteremo le stime di impatto”.