Confindustria, conti pubblici 2019 meglio delle previsioni Nadef

238

«Nonostante l’economia italiana sia ferma da più di un anno», rileva il Centro studi di Confindustria, «i conti pubblici non ne stanno risentendo». Alcuni fattori, dalle entrate al calo dello spread ed ai risparmi su quota 100 e reddito di cittadinanza, «hanno influito sui risultati di quest’anno che appaiono migliori di quanto indicato nella NaDef di inizio ottobre»: questo «permette di avere un deficit tendenziale per il 2020 che, anche senza aumento Iva, rimarrà sotto soglia 3% del Pil».

«Il nuovo Governo nella Nadef», rilevano gli economisti di via dell’Astronomia, «assume un quadro meno favorevole per il 2019 e più favorevole per il 2020 rispetto a quanto stimato dal Centro studi di Confindustria». «Un tale profilo – spiega il CsC – permetterebbe di realizzare un marginale miglioramento strutturale della finanza pubblica tra il 2019 ed il 2020, ma andrà verificato alla luce delle stime di crescita economica e delle coperture, ora ancora basate su ipotetici tagli e futuribili entrate. È probabile che vi saranno spese anticipate per la fine dell’anno». Il miglioramento del quadro 2019 «è dovuto», tra l’altro, «alla positiva dinamica delle entrate tributarie sostenute dall’aumento egli occupati e dai positivi effetti della fatturazione elettronica che ha generato un recupero di evasione quantificabile a fine anno in poco meno di 5 miliardi».