Commercio e turismo, denuncia di Solinto (Aicast Pozzuoli): «Nell’area flegrea Pmi e turismo in ginocchio, previsti cali del 70%»

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Gabriele Solinto, responsabile Turismo di Aicast Pozzuoli – associazione da poco nata in terra Flegrea per far fronte alla voce dei commercianti – è intervenuto sullo stato di crisi del settore a causa del Coronavirus.

“Siamo legati ad Aicast Nazionale – afferma Solinto – grande associazione che oltre ad essere vicina ai commercianti e all’industria in generale, offre una serie di servizi ai propri associati proprio per agevolare il loro già difficile lavoro. Oggi ci troviamo – prosegue l’esponente di Aicast – a combattere con una realtà che, a causa del Corona Virus, vede tutti i settori del commercio, in particolar modo le Pmi, con le spalle al muro. Mi sento di essere portavoce di tante e tanti onesti lavoratori che ogni giorno cercano di sbarcare il lunario in una situazione in Italia già a dir poco drammatica, che oggi è complicata a dismisura a causa dell’emergenza”.

La denuncia che Aicast Pozzuoli lancia tramite Solinto parte dal settore del commercio, cercando di evidenziarne i problemi accentuati in maniera esponenziale per colpa del dramma sanitario e sociale che tutti stiamo vivendo.

“In questi giorni – racconta, infatti, Solinto – ho avuto diversi incontri virtuali con molti commercianti. Il grido di allarme è impressionante: stanno tutti alla frutta, tra un po’ non riusciranno più a mettere letteralmente il piatto a tavola. Settori come calzature, abbigliamento – spiega – hanno appena investito i loro soldi in merce per la stagione estiva. Merce che dovranno iniziare a pagare a brevissimo, con scadenze che hanno fatto in base alla presunta vendita della merce estiva stessa e le rimanenze dell’invernale in saldi. Piccoli commercianti del settore alimentare – prosegue la lettera inviata alla nostra redazione – già schiacciati dai grandi colossi che continuano a vendere, anzi, vendono di più perché indirizzati da un governo che suggerisce di andare unicamente in grossi ipermercati dove potranno trovare tutto, in virtù delle normative vigenti che obbligano a stare a casa o spostarsi esclusivamente il meno possibile per fare acquisti di prima necessità tra breve saranno costretti ad aprire le procedure di fallimento. Piccole botteghe, la famosa merceria, il negozio di telefonia, tutti quelli che non vendono alimentari sono già chiusi, ma devono comunque far fronte alle spese di utenze ed affitti. Come se non bastasse – si legge ancora nella denuncia di Aicast Pozzuoli – ci sono ristoratori, pizzerie, tavole calde, bar e Pub che si sono visti chiudere dalla sera alla mattina le proprie attività, salutando i propri dipendenti senza sapere se mai ci sarà un domani e molti di questi hanno già messo per strada i propri dipendenti senza poter aprire percorsi sociali a difesa dell’occupazione del salario, come invece è stato concesso a grosse realtà industriali e del segmento della grande distribuzione. Queste attività  – spiega Solinto – sono formate da decine, centinaia di famiglie che oggi si vedono costrette, loro malgrado, a dover chiedere aiuto per cercare di avere quanto meno l’essenziale per vivere. Ed ovviamente la misura del bonus dei 600 euro è soltanto un palliativo, un pannicello caldo che non servirà nemmeno a pagare le utenze telefoniche o dell’energia elettrica. Elemosina – tuona Solinto – che non rende giustizia alla fatica che negli anni tanti piccoli imprenditori flegrei hanno affrontato per sostenere progetti imprenditoriali sani che hanno contribuito a rendere questa terra più onesta, operosa e lontana dalle mafie locali e dai loschi affari”

SETTORE TURISMO

Per quanto riguarda il Turismo la situazione è ancora più complessa e Solinto lo spiega bene.

“Considerando che il turismo è una voce che copre il 14% del Pil, escludendo i commercianti che comunque vivono di questo come ristoranti, pizzerie, negozi e piccole botteghe, il dato è ancor più allarmante. Ci sono tour operators, agenzie di viaggio, alberghi, guide, imprese individuali rappresentate dagli ncc e società di noleggio che vivono costantemente di turismo e che si sono viste saltare, dalla sera alla mattina, la pianificazione del loro lavoro e la programmazione studiata dei loro introiti, già miseramente messi a repentaglio dalla globalizzazione stessa. Ci sono agenzie di viaggio, ad esempio, che hanno pre acquistato voli, hotel, cabine su navi da crociera ed altri servizi in genere per costruire i propri pacchetti per scuole, gruppi e singoli esercenti del mercato che si cono trovati dalla sera alla mattina a dover annullare questi pacchetti, dovendo far rientrare a proprie spese i propri clienti e a dover fronteggiare il pagamento dei fornitori, oltre a dover garantire i soldi ai clienti secondo una direttiva specifica di settore che prevede che bisogna emettere un voucher spendibile nel prossimo anno per tutti gli annullamenti. Senza contare tutte quelle agenzie o quei tour operator che hanno acquistato dei servizi da un vettore aereo, da un albergo, da una qualsivoglia azienda che nel frattempo chiude o fallisce. In questi casi oggettivi che stanno capitando a centinaia i decreti di Conte non prevedono coperture e trattandosi di attività non coperte da ammortizzatori sociali, chiudendo i battenti la maggior parte dei dipendenti che ci lavoravano non avranno alcuna forma di sostegno. Il turismo è stato il primo settore che si è fermato, ma sarà anche l’ultimo a ricominciare quando tutto sarà finito, perché non essendo un bene di prima necessità e non avendo nessuno ne le certezze di poter viaggiare in tranquillità, siamo certi che ci sarà un calo delle componenti del settore. Un esempio: in questo momento ci sono tra tour operator e agenzie circa 9000 aziende in Italia. Di queste, stimiamo che a settembre ne rimarranno circa 4000. Nell’indotto, quindi, il calcolo delle partite iva e delle ditte individuali che salteranno è stimato intorno al 50 % delle attuali composte per la maggiore da Ncc, Società di Noleggio in genere, oltre alle attività commerciali della filiera. A tutti questi, vanno aggiunti in conclusione gli stagionali: un esercito di attuali inoccupati che busseranno alle porte di Inps e dei fondi della gestione separata, per chi ce li ha, per ottenere un sussidio minimo per una stagione che sarebbe dovuta partire con la primavera ma che è già certo che non partirà. Un disastro senza precedenti”.

Aicast ha stimato – come peraltro dichiarato dai dati nazionali di importanti istituti di credito al consumo di rating italiani ed europei – che nell’area flegrea il calo maggiore lo avranno gli alberghi, con punte di oltre il 70% di ricavi in mento, i tour operator e le agenzie di viaggio con un calo del 68% del fatturato.