Carige, la Bce approva il piano di salvataggio

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Il via libera della Bce, penultimo tassello del complicato mosaico che dovrebbe portare al salvataggio di Carige, e’ sulla scrivania dei commissari della banca ligure. Il supervisory board di Francoforte ha detto si’ a un’operazione che vale nel complesso 900 milioni di euro: 700 in aumento di capitale e 200 in emissione di un prestito subordinato. Lo scrivono alcuni quotidiani. Alla ricapitalizzazione, secondo lo schema che ha ottenuto il placet della Bce, parteciperanno per 313,2 milioni lo Schema volontario del Fondo interbancario (Svi), per 63 milioni Cassa Centrale Banca e per 238,8 milioni il Fitd, che garantira’ la tranche da 85 milioni riservata agli attuali azionisti. Il bond finira’ invece “in pancia” a diversi soggetti: 100 milioni li sottoscrivera’ la stessa Ccb; 50 milioni, secondo indiscrezioni, andranno ad Amissima, societa’ del fondo americano Apollo che si e’ gia’ aggiudicata il comparto assicurativo della Cassa ligure; 13 milioni finiranno al Medio credito centrale e 20 milioni al Credito Sportivo. Del piano di risanamento fanno parte anche la cessione pressoche’ integrale dei crediti deteriorati (3,1 miliardi) alla Sga e una manovra di rilancio commerciale che dovrebbe consentire a Carige il ritorno alla profittabilita’ e sostenibilita’ di lungo periodo. Uno degli accordi raggiunti tra le parti prevede poi che Svi e Fitd concedano a Ccb l’ opzione di acquisto (con uno sconto di poco inferiore al 50%) sulla totalita’ delle azioni ordinarie della banca che saranno detenute dallo Schema e dal Fondo; l’ opzione sara’ esercitabile dall’ istituto trentino nel periodo compreso tra il 1 luglio 2020 e il 31 dicembre 2021. Nei prossimi giorni la struttura commissariale convochera’ l’ assemblea dei soci (la data individuata e’ il 20 settembre) che sara’ chiamata ad approvare o respingere il piano. Sara’ quello, per Carige, il momento decisivo. La famiglia Malacalza, primo azionista di Carige con il 27,55% del capitale, non ha ancora sciolto le riserve sul piano sottoscritto dai commissari Piero Modiano, Fabio Innocenzi e Raffaele Lener, e fra gli addetti ai lavori si sta radicando l’idea che le perplessita’ del socio siano nettamente superiori ai consensi.