Cantiere pensioni, oggi il focus: “Per sindacati assegni da 1000 euro”

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Si aprirà oggi il primo dei tavoli operativi sulla riforma delle pensioni post Fornero a cui lavoreranno governo e sindacati in vista della prossima legge di bilancio: si occuperà della pensione contributiva di garanzia per i giovani per cercare di assicurare loro “assegni dignitosi” con cui lasciarsi alle spalle carriere discontinue, precariato e lavori mal pagati. Un dossier che vede un intento comune tra il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo e Cgil, Cisl Uil ma la partita non è semplice. Il nodo è e resta quello dell’equità dell’intervento che escluda l’uso di qualsiasi strumento assistenziale e basi il ‘ricalcolo’ delle pensioni di chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996, dunque con un regime totalmente contributivo, sul numero di anni di presenza sul mercato del lavoro e di contributi effettivamente versati ma valorizzando non solo i periodi di discontinuità lavorativa, ma anche quelli dedicati alla formazione, al lavoro di cura familiare e riconoscendo valore anche ai periodi di basse retribuzioni. L’obiettivo, spiegano i sindacati alla vigilia dell’incontro, è quello di garantire ad un giovane entrato nel mondo del lavoro dopo il ’96 un assegno commisurato sì ai contributi versati ma integrato, ad esempio, da una contribuzione figurativa con cui potrà scegliere dai 62 anni in poi se e quando andare in pensione considerando che con 40 anni di permanenza attiva seppur precaria nel mercato del lavoro il ricalcolo potrà assicurare un assegno di pensione da almeno 1.000 euro al mese.