Candy ci ripensa, la produzione di lavatrici torna dalla Cina in Italia

Il colosso asiatico Haier aveva comprato il marchio per 475 milioni di euro, ora riporterà nella fabbrica di Brugherio la produzione di 100mila elettrodomestici

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Dalla Brianza alla Cina e poi dalla Cina alla Brianza. Il primo “viaggio” quando i proprietari erano italiani, il secondo (ovvero il ritorno in Italia) una volta che i proprietari sono diventati cinesi. E’ lo strano caso della Candy che ha deciso di far tornare in Italia la produzione delle lavatrici da incasso: verrà rilanciato il sito di Brugherio. Una scelta industriale importante per l’azienda che in passato ha affrontato momenti di difficoltà e che a inizio novembre, grazie alla proroga della cassa integrazione straordinaria, aveva scongiurato 135 licenziamenti.

Miracoli (o paradossi) della globalizzazione. Haier, il colosso asiatico degli elettrodomestici che un anno e mezzo fa aveva comprato il marchio Candy per 475 milioni di euro, riporterà quindi nella fabbrica di Brugherio la produzione di 100mila lavatrici da incasso che dal 2012 venivano invece assemblate in estremo oriente. Sette anni fa era stata la famiglia Fumagalli (proprietaria dell’azienda) ad aprire una fabbrica a Jiangmen (un impianto da 35 milioni di euro capace di sfornare fino a 2 milioni di pezzi l’anno) e aveva, negli anni successivi, ridotto progressivamente la produzione nella fabbrica italiana. Haier, adesso, ha invertito il senso di marcia: un dietrofront che farà bene al nostro Paese.