Bce, l’ultimo “regalo” di Draghi: basta inflazione non oltre il 2%

L'obiettivo sarebbe quello di consentire a Christine Lagarde, che da novembre prenderà il posto di Draghi, di varare più robusti stimoli monetari

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Il taglio dei tassi dovrebbe essere annunciato a settembre, ma non sarà solo questo l’ultimo atto con cui Mario Draghi si congederà dalla Bce.  Ma la Bce potrebbe, sulla scia di un’analoga impostazione della Federal Reserve, rivedere al rialzo il tradizionale obiettivo di un’inflazione attorno al 2% annuo. Il tutto con l’obiettivo di dar modo a Christine Lagarde, che da novembre prenderà il posto di Draghi, di varare più robusti stimoli monetari.

Come riporta affaritaliani.it, la misura potrebbe essere varata da Draghi e consisterebbe in una ulteriore limatura del tasso (per S&P Global Ratings potrebbe essere uno 0,1% in meno), già negativo, sui depositi. Così da stimolare l’attività di prestiti alle imprese da parte delle banche, ora che buona parte dei crediti deteriorati sono stati ceduti e che le nuove regole volute da Eurotower renderanno più rapido lo smaltimento delle future sofferenze, che non potranno nascondersi per anni all’interno dei bilanci ma dovranno essere rapidamente ammortizzate.

Il cambio della guardia tra Draghi e Lagarde potrebbe essere poi rappresentato da una ripresa degli acquisti di bond sul mercato (S&P Global Rating scommette su 15 miliardi di acquisto al mese da ottobre). Risultato concreto: se come sospettano gli analisti le limature in arrivo sui tassi e le altre misure di stimolo comprimeranno la curva dei tassi e di riprendere una qualche forma di “normalizzazione” della politica monetaria non si parlerà almeno fino a fine 2021, chi ha un mutuo continuerà a vederlo sui livelli attuali o più bassi per almeno un altro paio d’anni.