Bce, Draghi: “Rallentamento Eurozona riflette la debolezza del commercio”

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Il rallentamento della crescita dell’Eurozona, con il secondo trimestre che ha visto un incremento del Pil dello 0,2%, “riflette principalmente la debolezza prevalente del commercio internazionale in un contesto di prolungate incertezze globali, che stanno colpendo in particolare il settore manifatturiero dell’area dell’euro”. Lo ha rilevato il presidente della Bce Mario Draghi nel suo discorso consegnato per l’International Monetary and Financial Committee del Fondo Monetario Internazionale a Washington. Per il numero uno della Bce “Questi sviluppi si riflettono anche negli indicatori del sentimento economico che hanno continuato a peggiorare negli ultimi mesi. Allo stesso tempo, il tasso di disoccupazione nell’area dell’euro ha continuato la sua tendenza al ribasso, scendendo al livello più basso da maggio 2008. Il numero di persone occupate è aumentato di oltre 11 milioni dalla metà del 2013”. Draghi ha ricordato che i settori dei servizi e delle costruzioni mostrano una resilienza costante e l’espansione dell’area dell’euro è anche supportata da condizioni di finanziamento favorevoli, ulteriori guadagni di occupazione e salari in aumento, la posizione fiscale leggermente espansiva dell’area dell’euro e la crescita, seppur leggermente più lenta, dell’attività globale.