Banche: Abi presenta proposte di contratto, ira sindacati

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Posizioni distanti fra Abi e sindacati sul rinnovo del contratto nazionale dei bancari. Nell’incontro, rilevano varie fonti, non sono mancati toni accesi alla presentazione da parte dell’associazione bancaria di una serie di proposte normative che i sindacati hanno definito una “contropiattaforma” (rispetto a quella dei sindacati), liquidandola come ‘inaccettabile’. Le parti si sono cosi’ lasciate rimandando al prossimo incontro del 5 novembre mentre a questo punto si fa concreto il rischio del blocco della trattativa e di uno sciopero della categoria. Sono in programma nei prossimi giorni alcune riunioni ristrette fra i segretari generali e quello del Casl Abi Poloni. Tutti i sindacati (Fabi, First, Uilca, Unisin) hanno bollato cosi’ come irricevibili le proposte normativa pensate dalle banche sia nel metodo (l’idea era di discutere solo su quella presentata dai sindacati) che nel merito: dalla riforma degli inquadramenti all’area contrattuale, con la semplificazione rispetto agli attuali 13 livelli, fino al rapporto tra primo e secondo livello di contrattazione. “Intenzione delle banche, come si legge nel documento, e’ di arrivare a “un contratto ‘aperto’ anche a nuove attivita’ e servizi in via di ampliamento nelle imprese e gruppi bancari” e chiedere anche l’aggiornamento dell’elenco indicativo delle attivita’ complementari e/o accessorie appaltabili. A far scattare le ire dei sindacati come spiega il segretario Fabi Lando Sileoni sono anche altri elementi: “il 5 novembre, in particolare, l’Abi deve presentarci risposte concrete su temi fondamentali: la parte economica, relativa alla nostra richiesta di aumento medio di 200 euro, e il ripristino dell’articolo 18”. E per Masi (Uilca) “sono insufficienti gli elementi forniti sui diritti e sulle tutele. Non possiamo accettare che Lavoratori colpiti da procedimenti disciplinari siano gli unici a pagare, mentre vengono assolti Ceo e manager”. E infine Colombani (First Cisl) che lancia un avvertimento: sul “tentativo di ridurre i salari. Per noi e’ inaccettabile”. “L’Abi ci propone, attraverso la ridefinizione della scala parametrale, l’introduzione di un salary cap che – spiega il leader dei bancari della Cisl – comporta un taglio retributivo di 9mila euro. Un’ipotesi che ovviamente non prendiamo nemmeno in considerazione”.