Aziende in crisi, il 77% degli italiani è preoccupato: 200mila posti a rischio

Tutt'ora 159 i tavoli di crisi aperti presso il ministero dello Sviluppo economico. In 28 casi le difficoltà perdurano da più di sette anni, per 76 aziende la crisi è iniziata almeno da tre

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Il 77% degli italiani denuncia una grande preoccupazione per l’andamento dell’economia, secondo una indagine demoscopica pubblicata dal Corriere della Sera. A contribuire al pessimismo, contribuiscono certamente i 159 tavoli di crisi aziendali aperti presso il ministero dello Sviluppo economico. In 28 casi le difficoltà perdurano da più di sette anni, per 76 aziende la crisi è iniziata almeno da tre. A fare veramente impressione è il numero di lavoratori coinvolti: si parla di circa 200 mila lavoratori, a cui vanno aggiunti altri 70 mila interessati dalle ristrutturazioni aziendali.

Ora bisogna aggiungere il crack della Banca Popolare di Bari che, probabilmente comporterà dei tagli su un organico di circa 3.200 dipendenti. Infine, bisognerà attendere gli impatti legati alla fusione fra Fca e Psa. Le due aziende hanno garantito che non ci saranno esuberi. Tuttavia non di rado affermazioni del genere, però, si scontrano con realtà ben più aspre.

Il governo ha già previsto cinque interventi per 5 miliardi: uno a sostegno della Popolare di Bari e altri 4 per le due crisi più gravi: ex Ilva (3 miliardi) e Alitalia (un altro miliardo che porterò a 10 miliardi la spesa complessiva sostenuta dallo Stato per evitare il fallimento della compagnia aerea). ArcelorMittala, proprietaria dell’acciaieria tarantina, vorrebbe 4.700 esuberi. Tuttavia il numero è destinato a scendere dopo il recente accordo firmato dall’azienda e dai commissari. Però il tempo a disposizione e’ poco. Per la compagnia aerea, invece, il discorso e’ differente: la luce in fondo al tunnel sembra ancora lontana con i lavoratori coinvolti che sono 10.800.

Un altro problema è il passaggio dei punti vendita ex Auchan e Sma a Conad. E’ un’operazione mastodontica che coinvolge centinaia di negozi e migliaia di lavoratori, con diverse problematiche relative sia alle dimensioni dei supermercati che ai reparti di amministrazione e logistica. Nell’ultimo incontro con le sigle sindacali si è parlato di circa 3 mila esuberi, a cui vanno aggiunti altri 3 mila relativi agli appalti.

Ma non finisce certo qui: per Tirrenia ci sono 1.000 lavoratori a rischio esubero, la Mahle di La Loggia (Torino) ha annunciato il licenziamento di 443 dipendenti. Sempre a Torino continua da oltre un anno la protesta dei lavoratori ex Embraco di Riva di Chieri.
E’ ancora nel limbo anche il futuro della Whirlpool di Napoli e dei suoi 400 dipendenti; il colosso degli elettrodomestici ha annullato la procedura di cessione nello scorso ottobre, ma se entro marzo 2020 non si trovera’ una soluzione il problema si ripresenterà. E ancora gli esuberi di Safilo e Adidas, i 624 dello stabilimento della Bosch a Bari o i licenziamenti di Alpitel. Tante, anzi troppe aziende in crisi per cui serve una soluzione concreta, immediata e duratura.