ArcelorMittal, i commissari: “Evitare i danni irreparabili”

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Sono inaccettabili le modalita’ affrettate di restituzione degli impianti siderurgici dell’ex Ilva in quanto rischiano di causare danni irreparabili al ciclo produttivo distruggendo l’azienda. Lo sostengono nel ricorso d’urgenza e cautelare presentato oggi al Tribunale di Milano i commissari del polo siderurgico con base a Taranto che hanno chiesto di adottare provvedimenti in grado di preservare la continuita’ della produttivita’ per tutta la durata del processo civile.

Da quanto si e’ appreso, nel ricorso presentato oggi in Tribunale dai legali dei commissari, se da un lato si definiscono ‘infondate’ la domanda di recesso e le altre domande subordinate e si sostiene che Arcelor Mittal non ha il diritto di sciogliersi dai contratti e restituire le aziende, dall’altro si contestano le modalita’ di restituzione degli impianti. Quando c’e’ stato il loro trasferimento dall’ex Ilva al gruppo franco-indiano ci sono voluti parecchi mesi per mantenere la loro funzionalita’ e in piu’ e’ stato consegnato un magazzino per un valore di 500 milioni di euro di materie prime e un determinato portafoglio di clienti. Quindi si ritiene che gli impianti debbano essere restituiti con un grado di funzionalita’ uguale e comunque in uno stato non peggiore di come sono stati consegnati. Visto le modalita’ affrettate, con il ricorso si chiede un provvedimento di urgenza per evitare danni irreparabili e assicurare la continuita’ produttiva e aziendale del principale polo siderurgico italiano e tra i piu’ importanti d’Europa.