Allo studio il Dpcm per Natale: tra shopping e rischio terza ondata

Una delle ipotesi è quella di tenere aperto i negozi fino alla sera tardi per evitare assembramenti diurni, con ingressi contingentati

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Si iniziano a prendere sempre più corpo le ipotesi del nuovo Dpcm in vista del Natale, con nuove regole e restrizioni per evitare una terza ondata e non rovinare le feste agli italiani. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte all’Assemblea dell’Anci ha dichiarato che il Natale 2020 dovrà essere “più sobrio, senza veglioni, baci e abbracci” ma in merito alle restrizioni non ha escluso che ci possano essere differenziazioni a livello provinciale mentre non è favorevole alla riduzione dei parametri da 21 a 5: “Io non sono uno esperto o uno scienziato, però dire 5 e 3 è un dibattito scientifico e non politico, dobbiamo anche fidarci degli esperti. Il dibattito è aperto, abbiamo concordato che è bene che il professor Brusaferro ed esperti spieghino bene i parametri ai presidenti delle regioni”.

Nuove regole, dunque, potrebbero entrare in vigore il 4 dicembre, dopo la scadenza del Dpcm dello scorso 6 novembre. Oltre alla possibilità di differenziazioni a livello provinciale, si prospettano nuovi criteri per le aperture dei negozi, al fine di consentire lo shopping durante le settimane prima del Natale. Una delle ipotesi è quella di tenere aperto fino alla sera tardi per evitare assembramenti diurni, con ingressi contingentati. E si comincia a discutere anche della possibile riapertura dei ristoranti. Anche se dal governo anticipano che verranno mantenuti limiti e restrizioni per evitare una terza ondata da gennaio.