I piccoli lavoratori della Befana: la Street-Art contro lo sfruttamento minorile

La denuncia di Cristina Donati Meyer, che ha celebrato a modo suo la Befana e il proverbiale carbone portato ai bambini

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Nuova provocazione artistico sociale della street artist milanese, Cristina Donati Meyer, che ha celebrato a modo suo la Befana e il proverbiale carbone portato ai bambini. L’opera, comparsa a Milano, vuole denunciare lo scandalo del lavoro minorile in tutto il mondo. L’artista ha pubblicato un lungo post a corredo della foto dell’opera.

“Piccoli minatori della Befana. La #Befana e il proverbiale carbone portato ai bambini. A parti inverse, questa volta: sono i bambini, africani e asiatici, che portano alla Befana, bianca e occidentale, il carbone, il coltan, il cobalto, la mica e altri minerali preziosi estratti grazie al lavoro minorile. Utilizziamo apparecchiature e beni senza chiederci quanto costino socialmente ed ecologicamente e se sono costate il sangue o lo sfruttamento di minori, donne e persone deboli. Come avvenuto per l’olio di palma, una campagna internazionale, alla quale gli artisti non devono essere estranei, può modificare le pessime consuetudini di un capitalismo selvaggio e di un consumismo acefalo. Anche le multinazionali hi tech possono essere piegate, se si muove l’opinione pubblica. Nel mondo sono circa un milione i bambini che attualmente lavorano in cave e miniere. Lo sostiene l’ILO (Organizzazione internazionale del Lavoro). Qualche esempio sulla provenienza di minerali e materie prime essenziali per la nostra tecnologia? Almeno 11mila bambini, dai 5 ai 17 anni, vengono sfruttati in Madagascar per estrarre la mica, un minerale brillante che viene esportato e usato da aziende elettroniche e di cosmetici in tutto il mondo.
Il cobalto è essenziale per alimentare le batterie al litio ricaricabili utilizzate in milioni di prodotti venduti da Apple, Google, HP, Dell, Microsoft e Tesla ogni anno. La domanda insaziabile di cobalto, guidata dal desiderio di una tecnologia portatile a basso costo, è triplicata negli ultimi cinque anni e si prevede che raddoppierà nuovamente entro la fine del 2020. Più del 60% del cobalto proviene dalla Repubblica democratica del Congo, uno dei più poveri e instabili dove ad estrarre il minerale sono principalmente i bambini.
Il coltan, usato nei telefoni cellulari e computer, nelle Play Station e i videogames, è estratto da manodopera pagata due euro a settimana, costretta a lavorare a rischio della vita. Bambini che scavano sotto l’occhio e il controllo delle milizie che a loro volta impiegano bambini come soldati” .