“Giacomo Furia – vita e carriera di un attore caratterista”, il nuovo libro di Francesca Crisci per Graus Edizioni

445

C’è chi lo ricorderà nei panni di Rosario, il marito geloso della bella Sofia nell’episodio delle pizze a credito, nella trasposizione cinematografica de “L’Oro di Napoli” chi, invece, in quelli del simpatico e paffuto Cardone uno dei tre, insieme a Totò e Peppino De Filippo, de “La Banda degli Onesti” oppure in tante altre vesti ma, senz’altro, saranno in pochi che lo ricorderanno con il nome di battesimo, frutto di una correzione all’anagrafe, di Giacomo Furia uno tra i migliori attori caratteristi italiani.
Sì perché suo padre lo registrò – dopo la nascita avvenuta ad Arienzo, nel casertano, ma la famiglia viveva a Napoli nel rione Vomero – come Giacomo Matteotti Furia, richiamando così il deputato socialista assassinato dal fascismo. Però il “consiglio giunto dall’alto” fu chiaro: meglio eliminare Matteotti. E così fu.
Comunque è difficile ricordare il nome di Giacomo Furia se non ci si ritrova dinanzi una fotografia del suo volto, ma questo è lo scotto che pagano tutti gli attori caratteristi, cioè coloro che non si ritrovano quasi mai in prima linea. Eppure Furia, il cordiale Cardone, ha preso parte a poco più di 150 film, ha mosso i primi passi in teatro con Eduardo De Filippo che ha lasciato per proseguire con il fratello Peppino, è stato volto tv per il Carosello e per la pubblicità del Mulino Bianco ed, infine, anche doppiatore.
Ora la studiosa Francesca Crisci ha dato alle stampe per Graus Edizioni una monografia, la prima che si pubblica in Italia dedicandola a questo attore, “Giacomo Furia – vita e carriera di un attore caratterista” con la quale finalmente si rende il giusto omaggio a una figura poliedrica del cinema italiano. Un lavoro partito da una tesi di laurea, arricchito e migliorato grazie all’incontro con il critico cinematografico Alberto Castellano, che firma la prefazione al testo, scritto in modo agile e coinvolgente anche per il lettore più distratto e che possiamo, a ragione, considerare una fotografia sulla recente storia di questo Paese.
Solitamente questi lavori vengono fatti per dare conto agli addetti del settore. La Crisci, invece, riesce a mescolare con professionalità i dati oggettivi di cui lo studioso non può fare a meno e la semplice narrazione che invoglia il lettore all’approfondimento o alla semplice ricerca dei film dove Furia ha preso parte per poterseli gustare e guardare con più attenzione, potendo così disporre di alcune nozioni apprese dalla lettura del testo.
Di recente ad Arienzo è stato inaugurato anche un museo dedicato a Furia che raccoglie i tanti oggetti dell’attore regalati dalla famiglia. Quindi sembra sia nata un’alchimia positiva intorno a questa figura che tanto ci ha fatto sorridere, tanto ci ha fatto riflettere. Pagina dopo pagina la lettura scorre velocemente fino a giungere al termine, proprio come se ci si trovasse a teatro quando cala il sipario. Qui, invece, le conclusioni, altra chicca del libro, le firma con toni orgogliosamente dolci il figlio Filippo.