“ER CAVALIERE NERO” NON E’ PIÙ TRA NOI. IL RICORDO DI GIGI PROIETTI A UNA SETTIMANA DALLA SUA SCOMPARSA

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di Marco Chingari

Il vecchio leone romano, il cavaliere nero per eccellenza, l’ultima maschera di Roma non c’è più. E già noi romani ci sentiamo orfani.
Con Proietti infatti sparisce non solo un artista eclettico come pochi, o forse nessuno, e cioè cantante, attore, regista di prosa e di lirica, doppiatore, maestro di teatro, incredibile raccontatore di barzellette, insomma un tuttologo dell’arte tutta. Se ne va anche uno di quei personaggi come Sordi e Toto’ che sono entrati così profondamente nel cuore degli italiani da resistere al tempo anche dopo la loro morte.
E questo a dispetto di una carriera cinematografica che Proietti, rispetto specialmente a Sordi, non ebbe felicissima, anzi. La Palombelli in una dichiarazione choc dopo la dipartita di Gigi, ma veritiera e sincera, ebbe a dire: “Si, tutti lo stanno incensando e rimpiangendo da morto, ma sono gli stessi che, da vivo, gli hanno bloccato la carriera cinematografica”!
Eh si, perché il nostro Proietti di carriera ne ha fatta di sicuro ma, diciamocelo, la notorietà popolare gli venne col Maresciallo Rocca, simpaticissima fiction nazional popolare, che però, stante le qualità del nostro, non meritava assolutamente essere il giro di volta carrieristico di un così grande talento.
Insomma Gigi Proietti e’ stato usato, come Toto’ d’altronde, forse al 50 per cento delle sue possibilità. Però lui, tra alti e bassi, sempre ha mantenuto quel sorriso sornione così comunicativo che già ci manca. Sorriso che non lo abbandonò neanche quando Costanzo stava per sostituirlo, senza neanche avvertirlo – ne’ lui ne’ la presidenza del teatro – alla direzione artistica del Brancaccio. Cosa che non avvenne perché lo stesso Costanzo si ritirò stante le proteste a furor di popolo. Ora, ed è il bello della vita,  è lo stesso Costanzo che chiede a gran voce di intitolare il Brancaccio a Gigi Proietti.
E “Febbre da cavallo”? Un film massacrato dalla critica e dal pubblico negli anni settanta ora diventato un must, con tanto di remake e club intitolati agli squattrinati cavallari e a alle “mandrakate” del grande Gigi.
Ma la mandrakata più bella l’ha compiuta, da grande comico ed attore, uscendo dalle scene in maniera definitiva il giorno del suo stesso ottantesimo compleanno, e cioè il due novembre scorso.
Ma non è riuscito ad uscire dai nostri cuori e mai ci riuscirà.
Ciao Gigi, che la nostra risata, ricolma di commozione, ti accompagni per sempre.