Virus Cina, allarme Oms: rischio globale molto elevato

Almeno 81 morti e un totale di 2.835 casi di contagio confermati. La Farnesina sta preparando l'evacuazione degli italiani che si trovano nell'area di Wuhan

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Almeno 81 morti e un totale di 2.835 casi di contagio confermati. È questo l’ultimo bilancio sul coronavirus in Cina, dove il governo continua a disporre nuove misure per cercare di arginare l’epidemia. L’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato che il rischio globale derivante dal coronavirus è “elevato”, ammettendo un errore nei suoi precedenti rapporti in cui riferiva che il rischio fosse “moderato”. A Pechino, riferisce la Commissione sanitaria municipale, oggi si è registrata la prima vittima – rientrata da Wuhan il 15 gennaio – e otto nuovi casi di contagio, per un totale di 80. La capitale ha deciso di prorogare le festività per il Capodanno cinese di tre giorni, fino al 2 febbraio, per “ridurre gli assembramenti”, secondo quanto riportano i media statali.

Anche l’Italia, come altri Paesi, sta predisponendo la possibile evacuazione dei connazionali che si trovano nell’area di Wuhan, epicentro dell’epidemia: un’ipotesi allo studio è il trasferimento via terra, a condizione di restare in osservazione per i successivi 14 giorni (il tempo di incubazione del virus) in un ospedale cinese di una regione più sicura. Ma la prospettiva di una quarantena non convince i connazionali.

Sono una cinquantina gli italiani attualmente presenti nella città focolaio della malattia e in tutta la regione di Hubei. L’ambasciata a Pechino, in raccordo con l’Unità di Crisi della Farnesina, è in contatto con tutti per conoscere le loro intenzioni. Per chi deciderà di andarsene, il piano prevede un trasporto in autobus a Changsha, capitale della provincia dello Huhan, a 350 km circa di distanza da Wuhan. Una volta arrivati a destinazione, sarebbero trasferiti in un ospedale per un periodo di osservazione.