Violenza sulle donne: un femminicidio ogni 72 ore

I dati allarmanti: tre episodi su quattro avvengono tra le mura domestiche, corteo "Non una di Meno" a Roma. Mattarella: "La coscienza della gravità del fenomeno deve continuare a crescere"

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“Venti anni fa l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite istituiva la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, per richiamare l’attenzione pubblica su una sistematica violazione dei diritti umani, ostacolo alla coesione e al pieno sviluppo di una societa’. Da allora l’impegno della comunita’ internazionale per prevenire questo fenomeno e sostenere le vittime della violenza e’ cresciuto. Molto e’ stato fatto anche all’interno del nostro Paese: la violenza contro le donne e’ un tema all’attenzione del legislatore capace di animare singole iniziative e progetti collettivi”. Cosi’ il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Tuttavia, la violenza sulle donne non smette di essere emergenza pubblica e per questo la coscienza della gravita’ del fenomeno deve continuare a crescere. Le donne – ha aggiunto -non cessano di essere oggetto di molestie, vittime di tragedie palesi e di soprusi taciuti perche’ consumati spesso all’interno delle famiglie o perpetrati da persone conosciute”.

‘Contro la vostra violenza, la nostra rivolta!’. E la ‘rivolta’ è andata in scena per le strade del centro storico di Roma sabato scorso in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che ricorre oggi. Nella Capitale per il quarto anno consecutivo il corteo “femminista e transfemminista contro la violenza patriarcale, istituzionale, economica e ambientale” organizzato dal movimento ‘Non una di Meno’ da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni.

Del resto i dati delle violenze hanno ormai raggiunto livelli d’allarme: ogni 72 ore in Italia una donna viene uccisa da una persona di sua conoscenza, solitamente il suo partner; 3 femminicidi su quattro avvengono in casa; il 63% degli stupri è commesso da un partner o ex partner. “La violenza – sostengono da ‘Non una di Meno’ – non ha passaporto né classe sociale, ma spesso ha le chiavi di casa e si ripete nei tribunali e nelle istituzioni”.

Dati confermati anche dalla Polizia alla presentazione a Milano dell’iniziativa “Questo non è amore 2019” sulla violenza di genere: da dove emerge che vittime e carnefici sono per lo più italiani: le prime nell’80,2% dei casi, i responsabili nel 74% dei casi. Ed è stato confermato che l’82% delle volte chi fa violenza su una donna, è un volto amico: o il compagno o un conoscente. In aumento il numero dei femminicidi passati dal 37% del 2018 al 49% tra gennaio ed agosto 2019. Il 67% di queste vittime è straniero, e anche qui nel 61% dei casi l’autore è il partner. Per contrastare idealmente questa spirale di violenza, il corteo di Roma è aperto dalle donne e dai centri antiviolenza femministi, il cui lavoro “va riconosciuto, garantito e valorizzato”.