Uso commerciale dei dati, confermata multa da 5 milioni a Facebook

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Il Tar Lazio, sentenze nn. 260 e 261 di ieri, ha confermato la sanzione di 5 mln di euro disposta dall’Antitrust nei confronti di Facebook Inc e Facebook Ireland per pratiche scorrette per aver reclamizzato (sino al 15 aprile 2018) sulla propria homepage il servizio come gratuito – “Iscriviti e’ gratis e lo sara’ per sempre” -, senza chiarire che i dati degli utenti sarebbero stati utilizzati a fini ‘commerciali’. La raccolta dei dati se a fini remunerativi si caratterizza infatti come una vera e propria ‘contro-prestazione’. ‘Il fenomeno della “patrimonializzazione” del dato personale, tipico delle nuove economie dei mercati digitali – spiega la decisione – impone agli operatori di rispettare gli obblighi di chiarezza, completezza e non ingannevolezza delle informazioni previsti dalla legislazione a protezione del consumatore’. Per la Prima Sezione dunque ‘il valore economico dei dati dell’utente impone al professionista di comunicare al consumatore che le informazioni ricavabili da tali dati saranno usate per finalita’ commerciali che vanno al di la’ della utilizzazione del social network: in assenza di adeguate informazioni, ovvero nel caso di affermazioni fuorvianti, la pratica posta in essere puo’ quindi qualificarsi come ingannevole’.

Accolto invece il ricorso del social network relativamente alla seconda sanzione (sempre di 5mln) per la pratica aggressiva consistente nella supposta automatica trasmissione dei dati dalla piattaforma a siti web di terzi grazie alla prassi di “preflaggare” le opzioni dell’utente. Per il Tar infatti la ricostruzione del modello utillizato dalla societa’ ‘sconta dei travisamenti’ considerato che per l’integrazione resta comunque necessario ‘compiere numerosi passaggi, che si concludono solo quando, una volta raggiunta tramite il login di Facebook la “app” di terzi, l’utente decide di procedere alla sua installazione’. Dunque, ‘la “pre-attivazione” della piattaforma Facebook (vale a dire la “pre-selezione” delle opzioni a disposizioni) non solo non comporta alcuna trasmissione di dati dalla piattaforma a quella di soggetti terzi, ma e’ seguita da una ulteriore serie di passaggi necessitati, in cui l’utente e’ chiamato a decidere se e quali dei suoi dati intende condividere al fine di consentire l’integrazione tra le piattaforme’.