Una Testimone di Geova rifiuta la trasfusione e muore

255

Ha rifiutato la trasfusione che avrebbe potuto salvarle la vita a causa di forti motivazioni religiose ed è morta pochi giorni dopo. È accaduto, come raccontano Il Mattino e Il Messaggero, nel Casertano. La protagonista è una donna di 70 anni, testimone di Geova. Gianfausto Iarrobino – primario del Reparto di Chirurgia generale dell’ospedale di Piedimonte Matese, quello in cui la donna era ricoverata – non ha potuto far altro che arrendersi di fronte alla volontà di non ricevere cure, ribadita più volte dalla donna, che è sempre rimasta cosciente. I familiari dell’anziana, anch’essi testimoni di Geova, ne hanno sostenuto e difeso la scelta. L’ospedale ha anche interpellato un giudice per verificare se fosse possibile intervenire, ma il magistrato non ha autorizzato i sanitari a scavalcare le volontà della loro paziente. Dopo la morte della donna, il primario ha raccontato su Facebook quanto accaduto. «Oggi sono triste e incazzato nero», ha scritto Iarrobino, «l’avrei salvata al 100%, ma ha rifiutato ed è morta. I figli ed i parenti solidali con lei. Mi sono scontrato con tutti. Alla fine i figli si sono esaltati dicendo: mamma sei stata grande, hai dato una lezione a tutti i medici e tutto il reparto». Il medico chiude il suo post con due domande: «Mi chiedo: come può una religione permettere ancora oggi un suicidio? Come è possibile che io deputato per giuramento a salvare le vite umane, sia stato costretto a presenziare e garantire un suicidio assistito?».