Truffe assicurative a Palermo: mutilavano arti e inscenavano sinistri stradali

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Sono 42 i fermati nell’indagine che a Palermo aveva messo nel mirino la criminalità organizzata impegnata nelle truffe assicurative. La frode si articolava attraverso la mutilazione di arti di vittime compiacenti, a Palermo e provincia per l’operazione “Tantalo bis” la Polizia di Stato ha fermato 34 persone, tra cui un avvocato palermitano che curava la parte legale di molti dei falsi sinistri e indagato centinaia di altre persone.  Il gruppo utilizzava anche persone incaricate di predisporre la scena di falsi sinistri stradali, trovando i veicoli, reclutandone i conducenti e i testimoni.

Ai vertici dell’organizzazione, colpita dal provvedimento di fermo, sarebbero stati Carlo e Gaetano Alicata, padre e figlio, Filippo Anceschi, Salvatore Arena detto “Mandala’, l’avvocato Graziano D’Agostino, il perito assicurativo Mario Fenech, Gioacchino Campora detto “Ivan”, Salvatore Di Liberto, Vittorio Filippone, i fratelli Alessandro e Natale Santoro, Alfredo Santoro detto “Lello”, Piero Orlando detto “SH”, Vincenzo Peduzzo, Salvatore Di Gregorio, Domenico Schillaci detto Emanuele e Giovanna Lentini. Gli indagati finanziavano le frodi anticipando le spese necessarie e quelle della suddivisione tra i complici delle quote derivanti dai risarcimenti assicurativi. Sempre da parte loro proverrebbe l’impulso per la successiva ed eventuale cessione a terzi delle pratiche assicurative.

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