Treno deragliato, indagati cinque operai per la morte dei due macchinisti

247

Le carrozze di ‘prima classe’, vuote, visto anche l’orario del treno, che seguivano la motrice hanno reso il bilancio in termini di vite umane molto meno cruento. E’ questa la verità che gli investigatori non nascondono mentre analizzano la dinamica dell’incidente ferroviario che ieri, alle porte di Lodi, è costato la vita a Giuseppe Cicciù, 52 anni, e Mario Di Cuonzo, 59, macchinista e addetto delle Ferrovie dello Stato che viaggiavano sul Frecciarossa partito da Milano e diretto a Salerno. Trentuno i feriti.

Indagati cinque operai Rfi, il caposquadra e quattro dipendenti, impegnati nei lavori di manutenzione a uno scambio dell’Alta Velocità. La procura di Lodi ha aperto un’inchiesta per disastro ferroviario colposo, omicidio colposo e lesione colpose dopo l’incidente ferroviario. I cinque operai di Rfi che lavoravano lungo la tratta interessata dall’incidente erano all’opera “su un’anomalia segnalata dal sistema”. Lo conferma uno degli inquirenti. Ascoltati ieri, il caposquadra e i quattro tecnici avrebbero negato eventuali errori di manutenzione.