Tim, multa da 116 milioni dall’Antistrust

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In arrivo una multa da 116 milioni per la Tim per aver ostacolato lo sviluppo della fibra. È la decisione dell’Antitrust, poiché la società «ha posto in essere una strategia anticoncorrenziale preordinata a ostacolare lo sviluppo in senso concorrenziale degli investimenti in infrastrutture di rete a banda ultra-larga», si legge nel giudizio dell’Autorità. La competizione nel settore delle telecomunicazioni, ancor più che in termini di prezzi e tariffe, sottolinea l’Antitrust, «si manifesta oggi in termini di qualità dei servizi, investimenti e innovazione».

In questa prospettiva l’Autorità ha ritenuto di dover sanzionare le condotte di Tim volte a ritardare nelle aree dove ce ne sarebbe stato più bisogno lo sviluppo della fibra nella sua forma più innovativa, ovvero l’Ftth (Fiber To The Home). Trattasi delle così dette aree «bianche» ossia quelle aree cioè dove, in assenza di sussidi, il mercato non giustificherebbe l’infrastrutturazione innovativa. In particolare le condotte di Tim, sottolinea l’Antitrust, «sono risultate indirizzate a preservare il suo potere di mercato nella fornitura dei servizi di accesso alla rete fissa e dei servizi di telecomunicazioni
alla clientela finale».

Tim, rileva l’Autorità, «ha posto ostacoli all’ingresso di altri concorrenti, impedendo sia una trasformazione del mercato secondo condizioni di concorrenza infrastrutturale, sia il regolare confronto competitivo nel mercato dei servizi al dettaglio rivolti alla clientela finale». L’Autorità ha accertato che Tim «ha ostacolato lo svolgimento delle gare, indette nell’ambito della strategia nazionale banda ultra-larga del governo, per il sostegno agli investimenti in infrastrutture di rete a banda ultra-larga nelle aree più svantaggiate del territorio nazionale».