Siria, l’Unicef: oltre 700mila bambini sfollati

Intanto le truppe turche hanno iniziato insieme alle milizie arabe filo-Ankara l'offensiva su Manbi. Gli Usa si ritirano da Kobane

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Circa 70 mila bambini hanno dovuto lasciare le loro case a causa delle ostilità nel nordest della Siria: l’Unicef conferma che almeno 4 bambini sono stati uccisi e altri 9 feriti. Sette bambini sarebbero invece stati uccisi in Turchia. Lo rende noto Henrietta Fore, direttore generale dell’Unicef.
Tre strutture e veicoli sanitari ed una scuola, inoltre, sono stati attaccati. La stazione idrica di A’louk che forniva acqua a circa 400.000 persone ad Al-Hasakeh è fuori servizio. L’Unicef esprime “preoccupazione” per almeno 170.000 bambini che potrebbero avere bisogno di assistenza umanitaria a causa delle violenze in corso nell’area. Nonostante le violenze, l’organizzazione sta lavorando con i propri partner per garantire assistenza umanitaria immediata, che comprende, tra l’altro, prima assistenza alle famiglie che arrivano presso i rifugi collettivi e distribuzione di 95.000 litri di acqua e 12 cisterne per sopperire alla mancanza di acqua nei rifugi presso la città di Al-Hasakeh.

Intanto le truppe turche hanno iniziato insieme alle milizie arabe filo-Ankara l’offensiva su Manbij, località strategica controllata dai curdi a ovest del fiume Eufrate. Lo riferisce via Twitter un leader degli stessi combattenti filo-turchi, Mustafa Seijari.  Le forze speciali americane si sono ritirate dalla loro postazione a sud di Kobane, dove si trovavano a difesa delle milizie curde dall’offensiva turca nel nord-est della Siria. Lo riferisce la Cnn turca. Nell’area potrebbero però giungere nelle prossime ore le forze armate di Damasco, cui i curdi hanno chiesto protezione da Ankara.