Si ferma il mondo dello spettacolo: Buonavita (Cisl) e Vitale (Fistel) chiedono un tavolo alla Regione Campania

Settore in crisi dopo lo stop a causa dell'emergenza Coronavirus

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“Egregio Presidente, la Cisl Campania e la Fistel Campania raccogliendo le fortipreoccupazioni lanciate dai lavoratori dellospettacolo, anche attraverso la stampa e da parte delle associazioni di categoria Agis, Anec, Anes, Med, Anesv, Anolf ed altre, ritengono prioritario avviare un tavolo di confronto sul settore Spettacolo che per propria peculiarità è stato particolarmente investito dalla crisi conseguente all’emergenza Covid-19 e rischia di subirne le conseguenze nel lungo periodo”.

Inizia così la lettera che Doriana Buonavita e Vito Vitale, rispettivamente segretaria generale della Cisl Campania e reggente generale della Fistel-Cisl regionale, hanno inteso inviare a Vincenzo De Luca, Governatore della Regione, per evidenziare con forza le grandi difficoltà che attraversano i settori dello Spettacolo, del Cinema e dell’Audiovisivo che la categoria rappresenta e che la Confederazione regionale sostiene in questo momento di durissimo affanno.

Settori, quelli rappresentanti dal sindacato guidato a livello nazionale da Annamaria Furlan, che a dire dei rappresentanti sindacali sono “nelle prime proiezioni del Governo rispetto alla Fase 2, tra gli ultimi per i quali saranno previsti interventi di ripresa, attesa la difficoltà di applicazione di tutte quelle misure di contenimento del contagio, prima tra le quali quella del distanziamento sociale, che determinerebbero l’impossibilità a garantirne la normale fruizione da parte dei cittadini. Appare necessario – si legge nella nota congiunta degli esponenti Cisl e Fistel – determinare tutte le possibili e nuove condizioni che ne permettano, con modalità diverse da quelle tradizionali l’accesso”.

L’azione del sindacato poi si spinge ancora più in avanti. Soprattutto quando chiede “la previsione di interventi di politiche attive a supporto delle economie dei lavoratori, straordinarie rispetto a quelle già previste e che producano i loro effetti e siano stabili nel tempo, al fine di accompagnare il settore fuori dalla forte fase di stagnazione che ne conseguirà, nonché di un intervento importante sulla L.R. 6/2007”, quella che disciplina appunto il settore dello Spettacolo.

La Fsistel. Cisl ha inoltre redatto uno specifico documento programmatico di settore in seguito all’incontro col Mibact del 9 aprile scorso che fa il punto della situazione sugli effetti della crisi sul mondo della Cultura e dello Spettacolo, tra i più colpiti dalle misure restrittive dovute alla diffusione della pandemia Covid-19, secondo la Cisl. Per il Sindacato si tratta infatti di “segmenti che rappresentano una carta decisiva per il futuro economico e civile del Paese. Oggi – spiega la Fistel nel documento – questi settori si ritrovano però nel pieno di una crisi che rischia di comprometterne il futuro. Si tratta di comparti produttivi nei quali vi sono tante lavoratrici e lavoratori che svolgono lavori precari o indeterminati, assai spesso scarsamente retribuiti, privi per di più di ammortizzatori sociali”.

Le stesse misure di sostegno al reddito recentemente approvate dal Governo “non danno – per la Fistel-Cisl – alle tante lavoratrici e ai tanti lavoratori che compongono la categoria sufficiente copertura”. Per questo motivo, secondo il sindacato, “è assolutamente necessario nei decreti prossimi e urgenti previsti dal Governo all’art. 89 del Cura Italia l’implemento forte delle risorse a disposizione (130Mln)” che sarebbero per la Fistel da “raddoppiare”.

Nel documento, poi, si fa riferimento alla Fase 2, nella quale la Fistel-Cisl, per i settori di propria pertinenza, ritiene che distanziamento sociale e uso della mascherina rendono necessario un ripensamento delle attività in Smart Working, da vivere come investimento ed opportunità di cambiamento anche culturale in condivisione con le rappresentanze dei lavoratori.

Per il rilancio delle attività nel settore la Fistel pensa a “destinazioni mirate al ritorno in pieno delle programmazioni perse e di nuove e finanziate attività di promozione artistico culturale che coinvolgano tutti i lavoratori dei vari comparti, oggi costretti agli ammortizzatori sociali che non coprono neanche il 50% del reddito e delle retribuzioni”. Nel documento redatto dalla categoria, quindi, si annotano le principali criticità del settore, dalle questioni legate ai lavoratori intermittenti a termine e a tempo indeterminato, passando per quelli con contratto di prestazione occasionale.

Infine, per la Fistel và rilevata “l’assoluta situazione di incertezza relativa alle migliaia di contratti a tempo determinato in scadenza o non prorogati che obbligano ad una riflessione specifica sulle possibili tutele, ad esempio, nel comparto delle Fondazioni Liriche, dove si era in attesa di decreto sulle stabilizzazione di rapporti di lavoro a termine con assunzioni tramite selezioni o concorsi”.