Poliziotti uccisi a Trieste, il killer piantonato in ospedale non risponde agli inquirenti

230

E’ piantonato in ospedale, in stato di fermo per duplice omicidio Alejandro Stephan Meran. Il 29enne domenicano rimane in silenzio, davanti agli inquirenti si è avvalso della facoltà di non rispondere, non ha voluto spiegare i motivi che l’hanno spinto a sparare e uccidere i due agenti di polizia Pierluigi Rotta e Matteo Demenego. Intanto a Trieste è il giorno del dolore: città in lutto, bandiere a mezz’asta, e davanti alla questura centinaia di persone sono passate per lasciare fiori e biglietti. Alle 12.25 carabinieri, guardia di finanza e polizia hanno reso omaggio alle due vittime, con un minuto di silenzio durante il quale hanno risuonato in Via di Tor Bandena, solo le sirene delle auto di ordinanza. In serata, poi, si è tenuta una messa e una fiaccolata per le vie del centro. Con ogni probabilità i funerali dei due agenti si svolgeranno in forma solenne martedì, ma spetterà ai familiari, arrivati venerdì sera a Trieste, decidere se e dove verrà allestita la camera ardente e dove verrano celebrate el esequie. Gli inquirenti, intanto, hanno sequestrato fondine e armi delle vittime e vanno avanti le indagini mentre emergono i dettagli della tragedia. Dai racconti degli agenti presenti in Questura, infatti, emerge che l’uomo ha esploso diversi colpi prima di essere ferito e fermato. “Sembrava di essere a Beirut”, sottolinea un’agente che ha assistito a tutta la scena e che ha affidato a un messaggio postato in una chat di colleghi il suo racconto a caldo. E’ stato il fratello di Alejandro Stephan Meran a denunciare per primo la rapina dello scooter di cui era responsabile il 29enne. Carlysle Stephan Meran quando il fratello gli ha confessato di essere l’autore del furto, ha chiamato la polizia, si è reso disponibile per accompagnare gli agenti a casa, e li ha avvertiti che, pur non essendo in cura presso i servizi di igiene mentale di Trieste, Alejandro soffriva di gravi disturbi psichici. In casa del domenicano si sono recati due equipaggi e personale del 118 che lo hanno trovato “pacato e collaborativo”. Gli agenti a quel punto hanno portato in questura i due fratelli per le verifiche del caso. Quando Alejandro Stephan Meran, che sembrava calmo e non era ammanettato, ha chiesto di poter andare in bagno, Pierluigi Rotta si è offerto di accompagnarlo. A quel punto, in una manciata di secondi si è consumata la tragedia: Meran, ancora non è chiaro come, ha sottratto la pistola dell’agente, sparandogli contro due volte.Matteo Demenego è intervenuto non appena ha sentito esplodere i colpi ed è stato freddato da tre proiettili sparati dall’omicida che si è impossessato della seconda pistola e ha tentato la fuga, sparando a un altro agente, prima di essere ferito a sua volta all’inguine e bloccato.Nel frattempo il fratello dell’omicida, in preda al panico, si era barricato in una stanza, usando una scrivania per bloccare la porta. Era terrorizzato, sotto shock, temeva per la sua incolumità.Per questo ha provato, spiega chi indaga, a scappare nei sotterranei, prima di essere individuato dagli agenti.Carlysle è stato sentito, come testimone, su quanto accaduto e dopo aver firmato il verbale è tornato a casa dove la madre, da venerdì, piange senza darsi pace per quanto accaduto e ai giornalisti che la avvicinano ripete: “Mi dispiace tanto, non so come chiedere perdono. Mio figlio è malato”.