Cinquecento kilocalorie assunte tre volte al giorno attraverso liquidi e zuccheri. È così che Carlo, Ilenia, Fabrizio e Giuseppe – quattro navigator vincitori del concorso in Campania – affronteranno lo sciopero della fame ad oltranza proclamato questa mattina con un presidio davanti l’ingresso di Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania. Dopo l’appello al Capo dello Stato Sergio Mattarella, i manifestanti hanno deciso di fare ricorso a un gesto estremo come il digiuno, per chiedere ancora una volta al presidente della Regione, Vincenzo De Luca, di firmare la convenzione con la Anpal, l’agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, e sbloccare le assunzione per i 471 vincitori di concorso.

«Purtroppo in questi 40 giorni di protesta siamo stati invisibili per tutti gli attori di questo processo: Regione Campania, governo e Anpal servizi – spiega Ilenia De Core, unica donna ad aderire allo sciopero – Il nostro gesto è per farci ascoltare da qualcuno che potrà risolvere questa questione ingiusta sia in termini umani, sia professionali».

Intanto nelle altre regioni d’Italia i vincitori della stessa selezione pubblica saranno operativi tra qualche giorno, percependo a breve anche il primo stipendio.  

Armati di materassino e pronti a trascorrere anche la notte dinanzi alla sede della Regione Campania, gli scioperanti promettono di continuare ad oltranza e di “schiodare” da Palazzo Santa Lucia soltanto quando otterranno una risposta da chi di competenza.

«Finora abbiamo ottenuto dei secchi no a un incontro – evidenzia Fabrizio, altro navigator che si asterrà dal cibo – siamo diventati merce politica in quella che  è una lotta tra governo e Regione Campania. La Regione politicamente sta continuando a dire no a Di Maio, ma anche a Fico: i due rappresentanti della Campania contro cui De Luca ha deciso di fare il braccio di ferro. L’unica spiegazione è che siamo solo merce per la prossima campagna elettorale che è già iniziata sulla nostra pelle».

«Ci rifaremo alle modalità che Marco Pannella ha portato all’attenzione pubblica con grande sacrificio sulla sua pelle. Non c’è altro modo di urlare la violenza che stiamo subendo da parte delle istituzioni. Una violenza istituzionale che lede i nostri principi più profondi, articoli della costituzione fondamentali come l’articolo 3 sul diritto di eguaglianza». Motiva così la scelta di aderire allo sciopero Carlo Del Gaudio, che già aveva fatto appello personalmente al presidente della Repubblica Sergio Mattarella attraverso una lettera.

Oltre il danno, la beffa: tra i quattro navigatori da oggi in sciopero della fame c’è anche Giuseppe Bianco, barese che, vista la maggiore disponibilità di posti in Campania, aveva deciso di iscriversi al concorso in una regione diversa dalla propria pur di avere una possibilità in più di guadagnarsi un contratto di lavoro della durata di 21 mesi.

Fonte: ilmattino.it