Iran, proteste in piazza: la polizia spara sulla folla

Il presidente Trump è intervenuto, invitando i leader iraniani a "non uccidere i manifestanti". Anche i giornali riformisti dell'Iran hanno preso posizione

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Violenti scontri si sono registrati a Teheran dove, come in altre città dell’Iran, gli studenti sono tornati in piazza dopo l’ammissione di colpa di Ali Khamenei e del regime sull’abbattimento dell’aereo ucraino che ha provocato 176 vittime. Nella capitale la polizia ha caricato i manifestanti che si erano riuniti nella Azadi Square. Alcuni video che circolano sui social mostrano spari da parte degli agenti. Manifestazioni si segnalano anche in altre città iraniane, come Mashhad, Rasht, Kashan, Sanandaj e Amol. “Il nemico è qua, non è l’America” hanno urlato i giovani dimostranti. I Pasdaran avevano avvertito: “Siamo pronti ad usare la forza per placare le manifestazioni”. Per il rappresentante della Guida suprema all’interno delle Forze, Ali Shirazi, “quelli che manifestano sono seguaci degli Stati Uniti e di Israele”.

Anche oggi il presidente Usa è intervenuto, invitando i leader iraniani a “non uccidere i manifestanti”. Anche i giornali riformisti dell’Iran hanno preso posizione. Tra i titoli sulle prime pagine, listate a lutto, si legge: “Chiedere scusa e rassegnare le dimissioni”. Intanto l’ambasciatore britannico a Teheran, Rob Macaire, è stato trattenuto per una quindicina di minuti dalla polizia: secondo l’agenzia iraniana Mehr avrebbe partecipato alle manifestazioni ed è stato fermato per il suo presunto “coinvolgimento nel provocare atti sospetti”. Altissima la tensione davanti all’ambasciata della Gran Bretagna, dove durante una manifestazione è stata bruciata una bandiera britannica.