Angeli&Demoni: dopo il caso Bibbiano, il consiglio comunale di Bolzano approva la mozione di Fratelli d’Italia per i minori in affido

La soddisfazione del consigliere Marco Galateo

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“Evviva! Approvata dal consiglio comunale di Bolzano la mozione di Fratelli d’Italia che ho presentato a tutela dei minori dati in affido, perché non ci siano mai più altri casi come Bibbiano”.
Con questo post sul suo profilo Facebook Marco Galateo, consigliere comunale di Fratelli D’Italia al Comune di Bolzano, annuncia l’approvazione all’unanimità della mozione dal titolo “Iniziative a favore dei minori dati in affido per scongiurare illeciti di diversa natura” da lui presentata in consiglio comunale a nome del partito di Giorgia Meloni.
“Con grande soddisfazione – afferma Galateo, raggiunto telefonicamente – è stata approvata ieri in consiglio comunale la mozione di Fratelli d’Italia a tutela dei minori dati in affido. A Bolzano non ci sono segnalazioni di casi sospetti e anzi mi sento di ringraziare gli assistenti sociali e le famiglie che si rendono disponibili per gli affidi, per l’importante ruolo e responsabilità di cui si fanno carico. Da oggi il Sindaco e la Giunta si sono impegnati a rafforzare ancora di più le garanzie per i minori per evitare che esistano conflitti di interesse tra operatori e famiglie affidatarie”.
Prosegue l’attenzione di JPress sulla materia dell’affido e sul sofferto percorso per giungere in questo Paese ad una riforma seria sull’affido condiviso e sulla bigenitorialità. Da mesi seguiamo con attenzione le iniziative delle associazioni dei genitori separati dai figli e le contromisure messe in campo dalla politica nazionale e locale dopo il verificarsi dei fatti di Bibbiano e l’affossamneto in Commissione al Senato del disegno di legge Pillon – che porta appunto il nome del senatore leghista Simone Pillon, esponente del Family day e avvocato da sempre vicino alle istanze dei genitori separati, che lo aveva fin dal primo momento sostenuto e depositato in Parlamento – da parte del primo Governo Conte, che lo stralciò dall’agenda di governo per le dure proteste del mondo della sinistra radicale e delle associazioni femministe.
La mozione del consigliere di FdI ricorda che l’inchiesta di Bibbiano era partita proprio dalla presunta “falsificazione di atti e relazioni relative alla condizione di minorenni all’interno delle loro famiglie di origine, allo scopo di allontanare i bambini stessi dalle proprie famiglie affidandoli ad amici e conoscenti compiacenti a fronte della corresponsione del contributo mensile alle famiglie affidatarie” e che la cosa più inquietante era proprio il “coinvolgimento di esponenti e dipendenti della Pubblica Amministrazione locale, ai quali sono contestati reati di frode processuale, depistaggio, abuso d’ufficio, maltrattamento su minori, lesioni gravissime, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione e peculato d’uso”.
Nel testo della mozione si legge anche che dall’inchiesta sta emergendo “un quadro complessivo drammatico
che – se confermato – è assolutamente preoccupante, soprattutto se si considera che dietro questo sistema si nasconderebbe un giro illecito di migliaia di euro, oltre al fatto che i bambini sono stati vittima di maltrattamenti e abusi, anche sessuali, e che la scelta degli adulti affidatari sarebbe stata orientata a ‘preferire’ l’affidamento dei bambini a persone e coppie omosessuali, considerati i «collegamenti stretti», rilevati dalla Procura, tra le affidatarie (omosessuali), le operatrici e i dirigenti del servizio sociale”.
Questa mozione assume un valore molto importate perché impegna il consiglio comunale a “garantire l’assenza del conflitto di interesse tra le diverse professionalità del servizio pubblico e del privato sociale coinvolte nei procedimenti di affido anche mediante l’individuazione di strumenti regolamentari e ordinamentali che ne escludano il conflitto dello stesso”.
Uno dei problemi più importanti, infatti, che sta emergendo con forza dopo i fatti di Bibbiano è proprio il fatto che, a livello generale, l’attuale sistema di affido dei minori presenta evidenti criticità, soprattutto tenendo conto dell’eccessiva discrezionalità attribuita ai servizi sociali, dei conflitti di interessi attribuibili a operatori del settore e la mancanza di adeguati ed efficienti strumenti di controllo sull’affidabilità dei soggetti affidatari e sugli standard qualitativi e di servizio delle comunità ospitanti.
“Una grande vittoria di tutti – conclude l’esponente di Fratelli D’Italia – una battaglia di civiltà che non ha colori politici e infatti la votazione non ha visto nemmeno un voto contrario”.