Il Comitato Tecnico Scientifico: «Dati positivi, ma resta pericolo seconda ondata»

Lo dice Franco Locatelli al "Corriere della sera": «Con un approccio di riaperture graduali i livelli di rischio si sono mantenuti bassi»

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“I dati dell’ultimo bollettino della Protezione civile sono belli, i migliori dall’8 marzo ad oggi dal punto di vista della mortalità. Si è ulteriormente ridotta la pressione sulle terapie intensive. Solo due regioni, Lombardia e Piemonte, presentano numeri di positivi a tre cifre. Le misure di contenimento hanno impedito all’epidemia di dilagare al centro, al sud e nelle isole. Cominciamo ad avere dati di un certo interesse che danno respiro, a 12 giorni dalle prime riaperture. La temuta impennata non c’è stata, nessun impatto negativo sul rallentamento dei casi”.

Lo rileva Franco Locatelli, membro del Comitato tecnico scientifico, intervistato dal ‘Corriere della sera’. Secondo Locatelli, i dati sono una “ottima premessa” per la ripresa da domani delle attività economiche perché “con un approccio di riaperture graduali i livelli di rischio si sono mantenuti bassi”. Poi a proposito dell’infezione tra i più piccoli ha sottolineato: “In Italia sono stati segnalati 10 casi di iper infiammazione acuta nell’ospedale di Bergamo in bambini di circa 7 anni. Non è una novità preoccupante. La sindrome può essere trattata e nessun piccolo malato ha perso la vita. Confermo, negli under 18 il Sars-CoV-2 non ha un impatto drammatico, per fortuna”.