Il carabiniere ucciso aveva dimenticato la pistola, gli inquirenti: ancora punti oscuri

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Quando è intervenuto «il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega non aveva la pistola, l’aveva dimenticata. È stata probabilmente una dimenticanza, ma ciò non toglie che non aveva alcuna possibilità di reagire. Non c’è stato il tempo». Lo hanno spiegato gli inquirenti nel corso di una conferenza stampa al comando provinciale della Capitale sul caso del vicebrigadiere di Somma Vesuviana Mario Cerciello Rega ucciso alcuni giorni fa a Roma. «Non immaginavano di trovarsi di fronte una persona con un coltello di 18 centimetri, e non si aspettavano neanche di essere aggrediti nel momento in cui si qualificavano come carabinieri», ha spiegato il comandante provinciale dei carabinieri Gargaro. «La pistola di Cerciello l’abbiamo trovata nel suo armadietto in caserma e il motivo perché fosse lì lo sa solo lui. L’unica cosa che sappiamo è che aveva con sé le manette e che era in servizio. Varriale invece aveva l’arma e gli è stata subito presa per esaminarla dopo il fatto».

Elder Finnegan Lee, il 19enne americano che ha confessato di aver accoltellato il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, nel corso dell’interrogatorio «non ha spiegato perchè ha portato questo coltello dagli Stati Uniti, ma ha affermato che per andare all’incontro ha portato il coltello perché aveva paura». Lo ha detto il procuratore aggiunto Nunzia D’Elia nel corso della conferenza stampa sull’omicidio del carabiniere Cerciello Rega.