Il bollettino del contagio: calano ricoveri e terapie intensive

Registrati 837 decessi: 2.107 i nuovi positivi, in leggera ripresa rispetto ai 1.648 casi di ieri

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Sono complessivamente 77.635 i malati, 12.428 le vittime, 15.729 le persone guarite. 4.023 (-6) i ricoverati in terapia intensiva. Lo ha comunicato il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, nel consueto punto stampa di aggiornamento, precisando che dei totali 77.635 casi positivi al coronavirus, 28.192 sono ricoverati con sintomi, 45.420 sono in isolamento domiciliare e 4.023 in terapia intensiva, erano ieri 3.981.

Il numero totale dei casi da inizio emergenza – inclusi i guariti (15.729) e i deceduti (12.428). Il totale sale a 105.792, +4.053 da ieri. “Oggi registriamo 837 deceduti”.
Oggi salgono a 2.107 i nuovi positivi da coronavirus, in leggera ripresa rispetto ai 1.648 casi registrati ieri (77.635 casi totali). In lieve aumento anche i decessi passati a 837 rispetto agli 812 registrati ieri (12.428). Continua ad essere superiore a mille (1.109) il numero dei guariti seppur in calo rispetto al record di ieri pari a 1.590 pazienti guariti (15.729).

“Le donazioni per la Protezione Civile hanno raggiunto oltre 75 milioni, vogliamo ringraziare gli italiani per la loro generosità grande e piccola e ringraziamo tutti. Queste risorse sono state già impiegate per 8,1 milioni per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari”.  “Se vogliamo sconfiggere questo virus dobbiamo continuare a mantenere il distanziamento sociale. Questa regola deve essere ferrea”.

La buona notizia è che cala l’incremento dei ricoverati, da 1.276 il 26 marzo a 409 ieri a 397 oggi, e lo stesso in terapia intensiva, dai 120 del 26 ai 42 di oggi. “E’ una fotografia generale dell’andamento e di come il sistema ospedaliero fa fronte a questi numeri, che sono in via di contenimento”. Lo ha detto Roberto Bernabei, geriatra del policlinico Gemelli e membro del comitato tecnico scientifico.

“Solo” 23 i morti under 40, di cui 15 con patologie pregresse. “L’età media dei deceduti è di 79 anni, per il 70% si tratta di uomini, le donne sono più forti. Il Coronavirus colpisce organismi con delle fragilità. L’età media dei deceduti è 79 anni. “Il coronavirus colpisce organismi con fragilità”, ha detto Bernabei, dettagliando che il 52% dei deceduti aveva 3 patologie associate, il 25% ne presentava due, il 21% ne presentava una. Tra i deceduti, 23 erano di età inferiore ai 40 anni, e 15 di questi con patologie associate. “Quindi chi ha qualche patologia e’ bene che la tratti bene e la curi con attenzione perché così il rischio diminuisce”, ha detto il geriatra.

Rsa, zona grigia “Dobbiamo mettere mano sulle residenze sanitarie, ci sono 300mila ospiti che devono avere punti di riferimento. Oggi è una zona molto grigia, con enormi differenze tra regioni e tra asl, ne abbiamo parlato in comitato e verremo fuori con indicazioni puntuali perché questo terreno è assolutamente da arare”. Ha infine detto Roberto Bernabei.