Geolocalizzazione chiamate di emergenza, in Italia ritardo “insostenibile”

La denuncia del presidente nazionale della Società Italiana Sistema (Sis) 118 dopo la tragedia dell'escursionista francese morto in Cilento

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È “insostenibile” il ritardo dell’Italia nei sistemi di geolocalizzazione sul territorio, prevista come obbligatoria dalla legislazione europea, che impone a tutti gli stati membri di garantire la localizzazione di chi chiama i numeri di emergenza per chiedere soccorso. Questa, in sintesi, la denuncia del presidente nazionale della Società Italiana Sistema (Sis) 118 Mario Balzanelli, riguardo alla vicenda dell’escursionista Simon Gautier, scomparso in Cilento dopo la telefonata al 118, poi trovato morto in una scarpata. Un caso – secondo Balzanelli che “rende palese l’assurda, insostenibile evidenza secondo cui in Italia le Centrali operative 118 sono ancora prive del sistema di geolocalizzazione delle chiamate d’emergenza, pur essendo esplicitamente previsto dal decreto del ministero dello Sviluppo Economico del 12 novembre 2009”.

Anche l’Associazione europea per il numero d’emergenza 112 Eena, intervenendo sul caso del turista francese morto in Italia, denuncia il ritardo e di altri grandi paesi europei nell’utilizzo della tecnologia Advanced mobile location (Aml), capace di attivare in tempi rapidissimi la geolocalizzazione del telefono cellulare di chi chiede soccorso. “Tragedie come queste continueranno a capitare, a meno che i paesi si avvalgano di questa tecnologia – spiegano sull’account dell’associazione -. In 20 secondi, chi risponde alla richiesta di aiuto riceve dati 4000 volte più precisi rispetto ai metodi usati attualmente”, spiegano sull’account dell’associazione”. Gran Bretagna ed Estonia sono stati i primi paesi dell’Ue ad aver attivato questa tecnologia nel 2016, e l’Eena stima che se tutti i paesi dell’Unione utilizzassero Aml potrebbero essere salvate 7.500 vite in dieci anni. Il sistema è attivo in Austria, Belgio, Estonia, Olanda, Finlandia, Islanda, Irlanda, Lituania, Moldavia, Nuova Zelanda, Norvegia, Slovenia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Usa.