Francia, operai bloccano porti di Le Havre e Marsiglia

Continua la protesta contro la riforma delle pensioni di Macron, blocchi anche a Rouen e La Rochelle: "Non ci fermeremo nemmeno a Natale"

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Dopo Le Havre, il primo porto francese per traffico di container, gli operai francesi hanno bloccato gli accessi anche alla zona portuale di Marsiglia per protestare contro la riforma delle pensioni voluta dal presidente Emmanuel Macron.

“Abbiamo lasciato uscire i passeggeri di un traghetto, altrimenti non c’è nessuna attività, nessuno entra né esce, il blocco continuerà tutto il giorno”, avverte Pascal Galéoté, segretario generale CGT nel porto di Marsiglia.

Simile situazione anche a Le Havre. “Siamo tra le 5.000 e le 6.000 persone sugli otto principali punti di blocco. Non c’è piu’ nessuna attività portuale. Tutta la zona industriale è chiusa. Ora, dobbiamo reggere tutta la giornata”, dice Sandrine Gérard, segretaria dell’Unione locale CGT di Le Havre, mentre fonti di polizia correggono la presenza al ribasso, contando “oltre un migliaio di persone” presenti sui punti di blocco. Blocchi dei portuali anche a Rouen e La Rochelle.

Momenti di tensione a Nantes nel quadro delle manifestazioni organizzate in diverse città: la polizia ha usato gas lacrimogeni per bloccare un gruppo di manifestanti che voleva “invadere” la tangenziale, al livello del rond point (rotatoria) d’Armor. Dopo gli episodi di tensione con le forze dell’ordine, la grande maggioranza del corteo pacifico guidato da un camioncino del sindacato CGT si è poi rimesso in cammino lungo la tangenziale.

“Nessuna tregua per Natale” negli scioperi che paralizzano la Francia da 8 giorni, se “il governo non torna alla ragione” ritirando la riforma: lo ha detto alla radio France Info, il capo degli “cheminots” del sindacato CGT, Laurent Brun. All’indomani dell’annuncio della riforma delle pensioni da parte del premier Edouard Philippe, il sindacalista ha precisato: “c’è grande determinazione ad andare fino in fondo. Meglio qualche settimana di caos che una vita di miseria”.